Se dovessi scrivere ora la tesi di laurea, lascerei perdere gli orpelli informatici della sociologia dell’hi-tech, e mi concentrerei su un tema piuttosto bollente e in continua evoluzione: la coppia moderna, che qualcuno ormai chiama la “s-coppia”.

Attenzione: non si parla della coppia tradizionale. Come dice il nome, la s-coppia è un’entità altra, una sorta di “anti-coppia”, un fenomeno che va definendosi sempre meglio e che varrebbe sicuramente uno studio sociologico approfondito (e un bel manuale di psicologia non vogliamo mettercelo?!?).

In pratica la s-coppia sarebbe frutto non di uno ma di ben due matrimoni, o convivenze che siano. L’entità sarebbe dunque composta dall’unione di un uomo sposato o convivente con una donna sposata o convivente. La creatura terza vive poi di vita propria, parallelamente alle altre due, ritagliandosi spazi supplementari, in una dimensione che rasenta probabilmente l’iperuniverso.

La s-coppia pare nasca spesso dal dating internettiano, grazie al proliferare di siti di incontri pensati appositamente per tradimenti sicuri e duraturi; tradimenti naturalmente finalizzati al bene della coppia primaria, una sorta di terapia di s-coppia appunto, che riempirebbe tutte le lacune esistenti all’origine. Permettendo poi ai vari soggetti di migliorare la propria vita (e di distruggere potenzialmente quella del partner, ma questa è un’altra storia).

Sembra ingarbugliato. E in effetti lo è. Qualcuno sostiene che l’adulterio sia frutto di una maggiore consapevolezza: uomini e donne, ormai indistintamente, sanno che possono avere di piú. Piú di una semplice unione, legalizzata o meno, piú di un solo partner. Piú soddisfazioni. Piú rotture di scatole. Piú corna.

Le riflessioni da fare sono sostanzialmente due a mio avviso. La prima riguarda la presunta terapia di s-coppia: il tradimento, ammesso che davvero possa essere considerato una “cura”, dovrebbe essere uno svago dagli obblighi della coppia; raddoppiarli, creando situazioni quanto meno imbarazzanti, non mi pare poi così catartico, anzi.

La seconda invece riguarda l’essere umano odierno: una creatura indefinita, che non vuole accaparrarsi nessuna responsabilità e che non riesce ad ammettere fallimenti. E’ inutile formare coppie “ufficiali” soltanto per non rimanere soli; è una mancanza di rispetto nei confronti del mondo tutto ed è profondamente ipocrita: la casetta del Mulino Bianco deve esistere a tutti i costi, l’importante è salvarne la facciata; che poi all’interno il mulino non funzioni nemmeno non importa. Tanto ci sono le corna a salvarci tutti.

Ma per carità non diciamolo a nessuno. La s-coppia esiste e ormai fa scuola, è quasi un modello. Però deve rimanere poco piu di un sussurro.

No, non ci sto. Vogliamo la s-coppia? Perfetto, rendiamola “legale”, ufficiale. Facciamola diventare una risata sardonica in faccia e in barba a tutte le regole sociali. Forse così rimarrebbero davvero in pochi ad avere il coraggio di tradire.

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