Amiche: spesso sono preziose come un tesoro, quasi delle sorelle in grado di sostenere nei momenti bui e capaci di far sorridere anche nelle giornate tristi. A un’amica ci si rivolge per condividere un successo o semplicemente per stare in compagnia: mai ci si sognerebbe di escluderla dalla propria vita. Ma c’è un momento in cui occorre essere spietate anche con le amiche più care: è il momento della caccia all’anima gemella.

Amiche nuove o di vecchia data, poco importa: esistono alcune circostanze in cui non bisogna assolutamente portarsele appresso o, meglio, bisogna procedere con un’accurata opera di selezione, per evitare di fare figuracce davanti all’uomo che piace. Il perché è presto detto: anche non volendolo, quando si esce in un gruppo tutto al femminile, si creano dinamiche relazionali che potrebbero nuocere in termini di immagine. Ecco allora le quattro fondamentali tipologie di amiche da parcheggiare momentaneamente, ossia finché non si sarà trovato Mister Right.

La prima tipologia nefasta è quella dell’amica d’infanzia: apparentemente innocua, è in realtà la più pericolosa perché in genere la si frequenta dai tempi dell’asilo, quindi lei conosce, e soprattutto ricorda, particolari agghiaccianti che magari si vorrebbero cancellare. Che cosa c’è di peggio di uscire con l’uomo che piace e sentire l’amica che sul più bello dice «Ti ricordi quando all’asilo hai vomitato sulla mano della maestra?» oppure «Ti ricordi quando ti sei addormentata sul treno e anziché scendere a Milano sei arrivata fino a Napoli?».

Apparire inette per colpa dell’amica sarebbe imperdonabile. Meglio quindi trovare una scusa qualunque e programmare le uscite con qualcuno di meno propenso a ricordare. Un’altra tipologia da cui stare alla larga è quella dell’amica volgare: a che serve andare a bere l’aperitivo nel locale più cool della zona, vestite meglio di Kate Middleton, se poi accanto si ha una scaricatrice di porto? In questi casi bisogna ricordare che con una persona volgare accanto, si verrà percepite altrettanto volgari per associazione.

Terza e non meno insidiosa tipologia da evitare: l’amica bisognosa di baby-sitter. Lo scenario è potenzialmente terribile: dopo ore di presenza casuale accanto al bancone del bar, il tizio che interessa finalmente si avvicina e, quando si avvia la conversazione, arriva lei e dice: «Ho mal di pancia/mal di testa/mal di piedi… andiamo a casa?». L’istinto omicida è più che naturale e, per far capire all’amica l’inopportunità di questa domanda, dovrebbe bastare un’occhiata da iena sanguinaria. Se nemmeno l’occhiataccia basta, la si porti al Pronto Soccorso. E tanti saluti.

Nella quarta tipologia rientra a pieno titolo l’aspirante Cleopatra: è quella che esce agghindata come un lampadario e cerca di entrare subito in competizione, mettendosi a flirtare con l’uomo che interessa e assumendo l’aria ingenua della foca monaca. Con tutto il rispetto per le foche monache, perché non ricambiare la cortesia pestandole il piede con il superbo tacco dodici indossato per l’occasione?