A seguito dell’eliminazione del concorrente Daniele Blaquier, Luca Jurman si fa sentire ai piani alti: secondo l’insegnante di Amici, il programma non funziona come dovrebbe. Non si predilige il talento dei ragazzi ma solo il potenziale album che potrebbero incidere.

Si tratta ancora una volta di interessi economici: la produzione del programma non solo ha fatto in modo che le principali etichette discografiche partecipino al talent, ma ha anche permesso che queste abbiano voce in capitolo.

Che l’eliminazione di Daniele ne sia la prova lampante? Eppure, secondo Luca Jurman, l’idea di separare commissione di canto dalla commissione esterna poteva essere l’ancora di salvezza di Amici:

Inizialmente il meccanismo di questa nuova edizione, con la creazione di una commissione esterna che giudica i concorrenti impedendo presunti favoritismi dei professori, mi sembrava abbastanza funzionale al talento artistico musicale ma ora non ne sono più sicuro. È anche vero che questo genere di cose si sistemano strada facendo, però, nel momento in cui l’eliminazione di Daniele è stata giustificata col fatto che sia troppo poco “personaggio”, ho intravisto di nuovo la presenza di un interesse discografico esagerato.

Per questo motivo, l’armonia che si era venuta a creare all’inizio del programma pare essere svanita nel nulla. Luca Jurman ha inoltre dichiarato che una possibile soluzione sarebbe quella di integrare degli esperti musicali, non appartenenti ad una casa discografica, all’attuale commissione esterna:

Non ho niente contro i discografici e i giornalisti che ne fanno parte, ma visto che decide chi ammettere alla preparazione artistico-didattica della scuola, sarebbe opportuno integrarla con più esperti tecnico-musicali. E perché no, anche con qualche esponente del pubblico, magari a rotazione, visto che è l’unico vero giudice. In fin dei conti è il pubblico che, comprando i dischi, decreta il successo di un artista.