Alla fine di questa nona edizione del talent show può considerarsi vinta la scommessa di Maria De Filippi e della produzione di Amici: introdurre il canto lirico in una trasmissione moderna e seguita per la maggior parte da giovani.

Protagonista indiscusso di questa edizione del programma è stato Matteo Macchioni, cantante della nuova categoria che ha vissuto nella casetta dei Blu dall’inizio della fase finale.

Il ragazzo, nato a Sassuolo, ha cominciato a studiare musica da bambino all’età di sei anni. Non ha mai smesso di impegnarsi e la sua dedizione l’ha portato già a diversi traguardi, come partecipare alle semifinali del “Pavarotti International Voice Competition”.

Molti lo hanno accusato di essere falso, mentre altri hanno difeso a spada tratta il suo modo di fare, talvolta paragonato a quello di un gentiluomo d’altri tempi. I fan lo acclamano perché con la sua voce è riuscito a interpretare tutti i brani, nonostante alcuni lo reputino troppo lirico.

Insomma, pareri molto discordanti su questo concorrente: c’è chi lo ama e chi lo odia. Fatto sta che, ancor prima della fine di Amici, Matteo è già stato scritturato al Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno per interpretare Nemorino in “Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti.

Come spiega Daniel Oren, direttore artistico del Teatro, la partecipazione di Matteo serve per avvicinare i ragazzi al mondo della musica lirica, ormai dedicato solo agli appassionati e non ai giovani:

Ha una voce molto bella, sorridente, un talento che merita di essere curato e di crescere. E attraverso Matteo, che parteciperà anche a un galà, contiamo di attirare anche molti giovani, che di solito non frequentano la lirica

Anche se Matteo non riuscisse a raggiungere il primo posto in classifica si potrebbe dire che ha già vinto: grazie a lui, è stato riscoperto un genere musicale che, dopo tanti anni, continua a emozionare i telespettatori.