Non ci avremmo scommesso su questi finalisti di Amici, anche se si tratta di ragazzi tutti molto talentuosi. Il meccanismo del voto è stato però tanto macchinoso quest’anno, che non necessariamente tra gli eliminati c’erano ragazzi non meritevoli di giungere in finale.

Come Francesca Nicolì, eliminata nella semifinale di ieri sera, sulla quale è pesato forse un carattere non facile, ma sulle cui doti vocali non si può dire nulla. La sua eliminazione interrompe la serie di vincitori salentini nel talent di Canale 5, dopo Alessandra Amoroso e Emma Marrone.

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Tra i finalisti c’è la superfavorita Annalisa Scarrone, piaciuta da subito a tutti quanti, pubblico, insegnanti, commissione esterna. Un solo difetto: appare a tutti un po’ troppo misurata, anche Platinette, ieri nel primetime, le ha chiesto di esprimersi ogniqualvolta senta le necessità di farlo e non di stare zitta. È bene che la musica parli, ma fa male a tenersi tutto dentro. Sul suo profilo si legge:

“Si definisce riservata, permalosa sulle cose banali e si vergogna quando qualcuno parla bene di lei. Non sopporta il caldo, il luoghi comuni recitati a memoria, l’appiattimento delle forme d’arte, l’immagine non corrispondente all’immaginazione, gli orpelli inutili, l’impossibilità di fermare una sensazione.”

Il ballerino Denny Lodi, giunto anche lui in finale, è entrato a metà programma conquistandosi subito i favori dell’insegnante Alessandra Celentano, che invece non ha grande simpatia per l’altro ballerino, Vito Conversano, con il quale ha avuto molti scontri: il duello tra i due danzatori sarà una delle cose più interessanti della finalissima.

Nella sezione ballo c’è anche, e soprattutto, Giulia Pauselli, ballerina delicatissima che si è subito dimostrata adatta alla danza classica, ma apprezzabile anche nel moderno, anche se in quest’ultimo non aveva nessuna base prima dell’entrata ad Amici.

Dulcis in fundo, il preferito delle giovanissime Virginio Simonelli, che sta tentando il tutto per tutto dopo delle occasioni mal sfruttate nel mondo dello spettacolo e della canzone, per trovare un posto degno nell’industria discografica.