Succede anche da grandi, quando pensi che l’incombere ormai inesorabile dell’età non lasci più spazio a nulla di ciò che era un tempo. Ma a volte ritornano, sì, e non certo per piacere.

Questioni adolescenziali. Che a trent’anni però paiono quasi gravi. Me ne sono resa conto quando, parlando di certe disavventure con la capo-redattrice di una rivista per teenagers, mi sono sentita dire “Ehi, perché non ci scrivi qualche articolo? Il tema è tra i più gettonati, le domande delle ragazze vertono quasi tutte su argomenti simili“.

Ok. E lì ti rendi conto che i 20 li hai passati da un pezzo e se certe cose ti fanno così male… Bé è perché non sei più abituata a subire quelle piccole, grandi meschinità che a 15-16 anni fanno tanto ridere i ragazzi stupidi (e non solo!).

Mi spiego meglio: quando incontri l’uomo della tua vita e i SUOI amici non ti accettano, c’è decisamente qualcosa che non va. Lo diceva anche Max Pezzali: “O me o quei deficienti lì”. La questione è vecchia, e forse pure un po’ noiosa. Eppure si ripropone come i peperoni di una caponata.

I segnali? Frasi tipiche, come “lui è cambiato”, “lei lo manipola”, “non sono fatti per stare insieme”. E certe risatine alle spalle che pungono come sottili coltellate.

Perchè succede?  Opzione A: perchè tu sei antipatica, chiusa e poco accogliente. In questo caso puoi solo farti un esame di coscienza. Opzione B: perchè gli amici in questione, nonostante siano sposati e con figli al seguito, soffrono di una grave sindrome di Peter Pan e conseguentemente non accettano di buon grado i cambiamenti, talvolta sono possessivi, e sicuramente sono gelosi. Ma in fondo il perchè poco ci interessa.

Ciò che importa è che non interferiscano con una storia potenzialmente bella e duratura. La soluzione? Bè, la canzone degli 883 la diceva lunga: rispondeva alla questione esattamente con lo stesso linguaggio, quello dell’immaturità.

Mai chiedere a un uomo di scegliere fra te e gli amici, lo perderesti. E allora che fare? Facile, tirati indietro. Sparisci, polverizzati, volatilizzati. E prima di smaterializzarti, lascia un biglietto che svolazzi sulla scia del vento che smuoverai andandotene, come nei migliori film (sembra tanto scenico, ma un messaggio su WhatsApp provoca più o meno lo stesso effetto).

Nel biglietto spiegherai che non puoi competere con loro, che non vuoi togliere a lui la felicità di frequentarli, ma che tu e loro non siete compatibili. Dunque, piuttosto che metterlo davanti a un bivio, preferisci farti da parte. E’ un passo crudele, ma fondamentale.

Se lui è davvero l’uomo della tua vita, capirà in breve tempo cosa vuole. Altrimenti avrai soltanto perso l’ennesimo Peter Pan, non ancora pronto a rinunciare alle stupidaggini di amicizie poco profonde, che preferiscono giudicare invece di accogliere.

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