Continuano ad arrivare nuove ipotesi sulle cause della morte improvvisa di Amy Winehouse e, nonostante sia stato ipotizzato uno shock da astinenza da alcool, ora un nuovo testimone dice di averla aiutata a comprare più di 1.000 euro in crack e eroina la notte prima di morire.

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Le versioni sono contrastanti: da una parte il padre Mitch sostiene che Amy fosse completamente sobria da tre settimane e non facesse uso di droghe da ben tre anni, d’altra parte la madre Janis ha detto a un’amica che il venerdì prima di morire la figlia era così ubriaca che nemmeno si reggeva in piedi:

“Amy era completamente fuori. Era in uno stato tale che i ragazzi che si prendevano cura di lei sono dovuti andarla a prendere di sopra e aiutarla a fare le scale. Sembrava che la sera prima fosse uscita a bere e fosse ancora ubriaca o con i postumi della sbronza.”

Con questi presupposti sembrano ancora più verosimili le dichiarazioni di Tony Azzopardi, 56enne che fa da mediatore tra spacciatori e tossici, che sarà interrogato di nuovo questa mattina dalla polizia londinese ma che ha dichiarato di aver avuto un ruolo nella morte della cantante.

Azzopardi avrebbe incrociato la cantante la sera prima della sua morte alle 23.30. Secondo le sue dichiarazioni Amy gli aveva chiesto di aiutarla a trovare crack, cocaina ed eroina, lui si sarebbe rivolto a uno spacciatore della zona e le avrebbe fatto avere circa 1.300 euro di droghe pesanti.

La testimonianza dello spacciatore non ha corrispondenze con quelli che sarebbero stati i movimenti di Amy quella sera, né con il fatto che non sono state trovate sostanze nell’appartamento della Winehouse, ma bisogna ancora aspettare i risultati degli esami tossicologici.

Azzopardi e Amy si sono conosciuti grazie all’ex marito di lei, Blake Fielder-Civil, che non ha potuto presenziare ai funerali della ex-moglie, perché in carcere e ritenuto da Mitch Winehouse responsabile della caduta nella dipendenza da eroina della figlia. Blake ha parlato del rapporto con la moglie e la droga in un’intervista che uscirà giovedì:

“Ci amavamo intensamente e probabilmente in un modo veramente insano e co-dipendente, e probabilmente lo chiamavamo in ogni modo: passionale, impetuoso e cose del genere, ma sessualmente era azzeccato, direi. Non puoi avere una relazione ed essere eroinomane, non puoi. Se non hai soldi, andrai a rubare e sarai in galera metà del tempo, non è un modo di vivere. Non puoi alimentare l’amore per l’altro quando litighi costantemente per un po’ di roba.”

Il 32enne Blake ha raccontato anche le ragioni per cui nel 2007 lui e Amy erano stati fotografati sanguinanti per le strade di Londra:

“Abbiamo fatto una litigata furiosa, eravamo fuori di testa e io ho spaccato una bottiglia e mi sono tagliato con un pezzo di vetro. Lei mi ha guardato e non so se per paura o amore o qualunque cosa fosse, o per un sinistro senso di lealtà, ma ha fatto la stessa cosa anche lei. Ero veramente infuriato.”

Mentre per quanto riguarda il rapporto con l’eroina, nonostante Blake sostenga che non sia colpa sua la dipendenza di Amy, ha comunque ammesso di essere stato presente la prima volta che la Winehouse l’ha provata:

“Era un pesce nell’acqua, esattamente come me. È quello che è per una ragione, è una cosa che dà dipendenza e ti fa stare bene. Non posso dire come si sia sentita, ma se è stato simile a me, allora sì, sembrava godersela.”