Ci lavorava da tempo, esattamente dall’uscita del glorificato “Back to black”, e presto potrebbe finire sugli scaffali dei negozi di dischi. Si tratta dell’album postumo di Amy Winehouse, un disco che ha avuto una gestazione di molti anni e che, poco prima della morte della cantante, appariva tutto fuorché terminato.

A confermare l’uscita discografica è il padre Mitch Winehouse, personaggio ormai onnipresente sulla stampa come portavoce di quelli che, a suo avviso, sarebbero stati i voleri della figlia. Dodici tracce, definite come “perle rare”, in cui Amy tocca i soliti temi: dall’amore travagliato con Blake Fielder-Civil all’abuso di alcolici, passando per il disinnamoramento per la vita e gli eccessi emozionali.

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Date le indiscrezioni sulle tematiche delle canzoni, in molti si stanno chiedendo se non si tratti di vecchie demo sfoderate per l’occasione natalizia e non del vero ultimo album di Amy, quest’ultimo non completo e probabilmente lontano dall’era Blake. In Rete, inoltre, non sono mancate le proteste dei fan più accaniti: più che un omaggio alla Winehouse, l’uscita apparirebbe come una furba operazione di marketing per cavalcare l’onda dello shopping natalizio. Per gli appassionati, il testamento musicale di Amy è racchiuso nel duetto con Tony Bennett reso noto a settembre e, per questo, non sarebbe necessaria la pubblicazione di ulteriore materiale, magari poco gradito dalla stessa cantante per la sua incompiutezza.

A rassicurare i dubbiosi ci pensa nuovamente Mitch, il quale garantisce un’alta qualità dei pezzi scelti:

«Non avremmo mai acconsentito alla pubblicazione del disco se non l’avessimo reputato all’altezza degli altri due: “Frank” e “Back To Black”».

E chissà che anche questa volta Mitch non abbia ragione, così come già successo con gli esami del tossicologico e dell’autopsia della compianta Amy.

Fonte: Corriere della Sera