A una settimana di distanza dalla morte prematura, si sprecano le voci e le teorie che circondano gli ultimi momenti di vita di Amy Winehouse. Si alternano confidenze che la vorrebbero uccisa da una partita scadente di ecstasy, o da un tentativo di suicidio condito dalla malinconia e dalla depressione, protagoniste delle ultime settimane della vita della cantante.

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A queste si aggiunge la teoria del padre il quale afferma che a causarne la dipartita è stata l’astinenza da droga e alcol, perché Amy aveva interrotto bruscamente ogni tipo di dipendenza. Forse spronata dalla voglia di svoltare definitivamente, forse per paura di perdere la stabilità faticosamente raggiunta con il regista Reg Traviss. Ma il suo fragile corpo di 27enne, troppo provato da abusi ed eccessi, non avrebbe sopportato lo shock e la morte sarebbe sopraggiunta dopo una serie di crisi epilettiche.

Ma sono solo supposizioni e voci di corridoio, le solite che ricamano le pagine del gossip, in attesa che gli esiti ufficiali e approfonditi dell’esame tossicologico sciolgano ogni dubbio.

A queste si alternano commemorazioni dei fan, distrutti dalla perdita, ed eventi di circostanza che ingrassano le fila dei neo sostenitori di una giovane donna spremuta e abbandonata in vita al suo baratro personale.

Dal coro di elogi si smarcano le poche sincere parole di chi l’ha conosciuta e ha condiviso con lei una parte del percorso di vita, e non con poche difficoltà. Tra questi Mark Ronson eclettico e talentuoso artista e produttore che, giovedì presso il Jazz After Dark a Soho, ha organizzato un’intima live jam in onore della Winehouse. A prendere parte alla serata il padre Mitch, la madre Janis, il fidanzato Reg Traviss, alcuni dei suoi amati coristi, Kelly Osbourne ed Eliza Doolittle. Ognuno di loro si è dato il cambio sul palco intonando i pezzi più famosi della Winehouse.

E mentre i genitori sono impegnati a distribuire ai fan alcuni effetti personali della giovane, per mantenerne vivo il ricordo, spuntano sul Web inediti che dovrebbero fugare la possibilità di un album postumo. Come sostenuto dallo stesso produttore, Salaam Remi, non vi sarà nulla di postumo ma solo questi due omaggi ai fan. Una versione di “Some Unholy War“, già presente nell’edizione deluxe di “Black to Black”, e la bellissima e classica “Round Midnight“.

Le due canzoni, eseguite e registrate in passato da Amy, si possono ascoltare sul blog di Remi e ci consegnano intatta la bellezza malinconica della voce talentuosa di Amy Winehouse. Di seguito vi mostriamo una versione live di “Some Unholy War”.