Amy Winehouse sarà di nuovo protagonista del caso che ha portato alla sua morte. A quanto pare c’è stato un vizio di forma nel sancire quali siano state le cause del decesso: Suzanne Greenaway, la vicecoroner nominata tale dal marito Andrew Reid, non aveva i cinque anni di esperienza necessari in quello che nel Regno Unito è il corrispettivo dell’albo degli avvocati in Italia.

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Galleria di immagini: Amy Winehouse, le reazioni

Si è detto giusto un anno fa che Amy Winehouse sarebbe stata vittima di una morte accidentale per abuso di alcol. Le era stato trovato nell’organismo un quantitativo ben oltre cinque volte il limite di alcol consentito per la guida in Inghilterra. Il suo tasso alcolemico era infatti 416 milligrammi per 100 millilitri di sangue, mentre il livello considerato letale è di 350 milligrammi per 100 millilitri di sangue, e il limite legale per la guida è di 80 milligrammi di alcol.

Nello stomaco di Amy Winehouse non era stata trovata traccia di farmaci o altre droghe, per cui si è ritenuto che il decesso della cantante sia dipeso esclusivamente dal consumo di alcol. La Winehouse era stata anche in rehab e sembrava aver terminato il suo percorso di disintossicazione, anche se aveva passato un brutto momento al tempo della sua dipartita.

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Così la cantante bianca dalla voce soul è entrata di diritto nel mitico Club 27, che accomuna i musicisti morti a 27 anni in circostanze misteriose e tragiche, come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Brian Jones e Kurt Cobain.

Fonte: CNN.