A un mese di distanza dalla scomparsa della cantante soul Amy Winehouse, arrivano i risultati dell’esame tossicologico: l’interprete di “Back to Black” non ha assunto stupefacenti nel periodo antecedente al suo decesso. Vengono così confermate le ipotesi della famiglia, che si è detta certa che la figlia fosse pulita da qualche settimana.

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Cade, così, la tesi che vedeva in una pasticca di ecstasy la causa della morte della ventisettenne, e con essa anche la presunta testimonianza dell’acquisto di oltre 1.300 euro in stupefacenti la sera prima della tragedia. Presenti, invece, alcune tracce di alcol, ma non sufficienti di per sé a spiegare la causa della morte. A darne notizia è il portavoce dei Winehouse, Chris Goodman, il quale ha spiegato:

“I risultati tossicologici inviati alla famiglia Winehouse dalle autorità hanno confermato che nessuna sostanza illegale era presente nel corpo di Amy al momento del decesso”.

Un vero mistero, perciò, appare la prematura dipartita della cantante, considerato come nemmeno l’autopsia sia stata in grado di spiegarne le cause. Un’inchiesta è stata aperta dalle autorità inglesi e i risultati sono attesi per il prossimo ottobre, nel frattempo si fa strada la motivazione sollevata da Mitch Winehouse, il padre dell’artista, il quale sostiene che il fisico di Amy non abbia retto lo shock da astinenza da alcol.

La ragazza, da tempo compagna del posatissimo e salubre Reg Traviss, pare abbia interrotto bruscamente l’assunzione di alcolici, mentre gli esperti sembra le avessero consigliato di diminuire gradualmente. Il corpo sarebbe entrato, quindi, in uno stato di elevata sofferenza e non ha sopportato il colpo, considerata l’elevata assuefazione da cui la giovane era affetta.

Durante il funerale, dove le ceneri di Amy sono state mescolate a quelle dell’amata nonna morta nel 2006 a causa di un cancro polmonare, il padre aveva nuovamente confermato la sobrietà della figlia:

“Papà, ho chiuso con il bere, non riesco a sopportare oltre lo sguardo tuo e della famiglia”.

Parole indirettamente confermate anche da Traviss, il quale ha sottolineato come la cantante fosse da qualche settimana priva dall’alcool ed estremamente eccitata per il matrimonio di un’amica comune, cui avrebbe dovuto partecipare esattamente il giorno seguente alla sua tragedia. A quanto pare, e in attesa di informazioni più dettagliate, parenti e compagno della Winehouse hanno detto la verità, mentre di primo acchito si è ipotizzato volessero indorare la pillola, forse per distanziare l’immagine di Amy dal suo passato di abusi.