Catastrofiche le notizie che arrivano da Atene, in Grecia: una bomba molotov lanciata da un paio di uomini incappucciati in un istituto di credito locale, che si trova nelle vicinanze del Parlamento, ha causato un brutto incendio e hanno perso la vita tre persone, due donne e un uomo.

All’interno dell’edificio interessato sono tra l’altro rimaste intrappolate una ventina di persone, che stanno però per essere recuperate dalle forze di polizia; nel frattempo i vigili del fuoco hanno spento le fiamme.

Oltre all’istituto bancario sono stati interessati anche altri due edifici, uno appartenente alla prefettura e uno relativo a un’agenzia del fisco. In ogni caso, Atene si trova attualmente sotto caos non solo per via degli incendi ma anche per i 100.000 manifestanti che hanno protestato contro il piano varato per accedere ai prestiti dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale.

La polizia ha tentato di arrestare l’assurda protesta, che è sfociata in episodi di violenza molto gravi, con il lancio di gas lacrimogeni e di granate stordenti.

In ogni caso, in tutta la Grecia sono stati chiusi uffici pubblici, ospedali, banche e negozi e i trasporti aerei, marittimi e ferroviari. Che una protesta debba sfociare in episodi del genere è inaccettabile, ancor più il fatto che ci siano stati tre morti.