Gabriella Carlucci, ex showgirl, parlamentare dal 2001 e attualmente sindaco di Margherita di Savoia in Puglia, dice addio a Silvio Berlusconi e al Pdl.  Nonostante abbia cercato di difendere a spada tratta l’operato del Premier, la fedelissima del Popolo delle LIbertà adesso non ci sta e approda all’Udc di Casini, «l’unica strada per salvare il paese».

Gabriella Carlucci ha le idee chiare: Silvio Berlusconi deve fare un passo indietro e permettere a un’altra personalità del centrodestra – che sia Schifani, Monti o Letta – di formare un governo tecnico in grado di fronteggiare le gravi difficoltà che il nostro paese sta vivendo.

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L’ex deputata del Pdl sogna un governo capace di raccogliere uno schieramento ampio e di unirsi con le forze dell’Udc, le cui fila si saranno nel frattempo ingrossate grazie a deputati pidiellini “fuggiti” dal partito.

Sembra però che non ci sia stato alcun annuncio ufficiale e il Cavaliere, all’oscuro di questa decisione, ha manifestato il suo dispiacere dicendo: «lavorava con noi da tanto tempo». Dal canto suo, l’ex soubrette ha dichiarato:

«Non so se Berlusconi abbia saputo in anticipo di questa mia scelta ma io a lui non ho detto niente. Non vado a Palazzo Grazioli dall’estate scorsa… In queste settimane ho parlato con Casini e con Cesa ai quali mi lega un antico rapporto di stima e amicizia. Io a Berlusconi gli voglio bene, lo stimo moltissimo e continuerò a volergli bene e a stimarlo. Purtroppo le cose sono andate così e ora si possono raddrizzare solo se lui fa un passo indietro e permette a una personalità del centro destra di guidare un governo che sappia rispondere alle richieste dell’Europa. Io sono seriamente preoccupata per quello che è successo nelle ultime settimane».

Con la preferenza della Carlucci per l’Udc e di altri due deputati nei giorni scorsi, il governo ha perso la maggioranza assoluta a Montecitorio. Il premier scende sotto i 316 voti e torna a quota 314, quella raggiunta con estrema difficoltà il 14 dicembre, quando l’assemblea bocciò per appena tre voti la mozione di sfiducia.

Fonte: Corriere della Sera