Tempi di epurazioni in Rai? Secondo molti, questa è una tragica eventualità che sta capitando in questi giorni: la cosa più preoccupante è che non si tratta di una voce, una diceria, ma persino all’interno del TG1 c’è chi teme di avere i giorni contati.

Si tratta dell’anchorwoman Maria Luisa Busi, mezzobusto assai noto proprio come i tre suoi colleghi che, in questi giorni, sono stati sollevati dal loro incarico, si crede perché questi non hanno firmato l’appello a favore del direttore Augusto Minzolini sul caso Mills. Ma c’è di più: la Busi non avrebbe opposto resistenza alla manifestazione contro Minzolini da parte dei terremotati abruzzesi.

La Busi racconta a Repubblica di un clima assai rarefatto, in cui è difficile lavorare con serenità:

Credo si tratti di una rappresaglia, che prima dei colleghi, volti storici e professionisti liberi di questo giornale, ha colpito Massimo De Strobel, caporedattore centrale, uomo chiave della storica macchina del Tg1. Anche lui non firmatario di quella lettera, guarda caso. Anche lui rimosso senza un’alternativa professionale credibile. Il clima? Il clima in redazione è insostenibile, in 21 anni ho visto altri direttori riconducibili all’area culturale del centrodestra, nessuno aveva mai osato tanto.

Secondo la Busi, è altrettanto allarmante che si stia perdendo una grossa fetta di share: il TG1 è attestato oggi al 26% e il pubblico lamenta il fatto che non si parli di problemi maggiormente vicini alla gente: il precariato, l’inflazione e la disoccupazione. Mai prima d’ora era stata colpita in maniera tanto virulenta l’informazione di base: era accaduto alla satira e agli approfondimenti anche in maniera massiva, ma mai in questi termini.