Il filone della vittoria al referendum nucleare è stato aperto ieri da Daniela Santanché e, oggi, riesce addirittura a far proseliti. Il sottosegretario all’attuazione del programma di Governo, infatti, ha dichiarato che il risultato delle urne sarebbe a favore del PDL, perché gli elettori avrebbero confermato la linea della maggioranza sulla sospensione dell’energia dell’atomo. A farle da eco è oggi il Ministro Paolo Romani, il quale sostiene una tesi decisamente simile:

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“Il risultato conferma la linea che il governo aveva già fatto propria dopo Fukushima. Vorrei ricordare la moratoria varata in Cdm, l’abrogazione definitiva della legge che consentiva la realizzazione di nuove centrali”.

In realtà, così come abbiamo avuto modo di sostenere ieri, la discussa Legge Omnibus non ha determinato l’abbandono definitivo del nucleare, bensì la sua sospensione per un previsto ritorno all’atomo una volta calmati i clamori sul Giappone. Un fatto, quest’ultimo, confermato anche dal recentissimo progetto per la costruzione di mini centrali nucleari sul territorio italiano. Il referendum, perciò, più che approvare la linea sospensivo-temporale del Governo sembra indicare la direzione diametralmente opposta, ovvero quella del rifiuto tout-court delle centrali nucleari.

Nonostante questa dovuta precisazione, il PDL sembra essersi risvegliato stamane in pieno spirito antinuclearista. Forse per cavalcare il volere dei cittadini, i quali hanno portato al raggiungimento del quorum e alla vittoria schiacciante del “sì” nonostante la carenza informativa dei media tradizionali, lo stesso Romani assicura l’impegno della maggioranza in un nuovo piano rinnovabile:

“Stiamo già lavorando da tempo a un nuovo piano energetico che punti su rinnovabili e sull’efficienza energetica“.

In merito allo shock leghista, dove i leader del Carroccio hanno parlato di vera e propria “sberla” ricevuta con il referendum, il Ministro si rivela infine più cauto:

“Come si affronta la crisi dei consensi? Il malessere lo si affronta con risposte di governo e sul modo di fare politica. La sinistra ha avuto il merito di aver introdotto le primarie. Noi le disciplineremo con regole chiare. […] La Lega sbaglia a interpretare il risultato del referendum come una sberla politica”.