Michele Santoro, come annunciato stamane, non sarà più un dipendente Rai ma un semplice collaboratore. Anche se restano avvolte ancora nel mistero le motivazioni di questa scelta. Pare comunque che Santoro non si sia mai soffermato per più di quattro stagioni televisive con una rete, cambiando anche nome alla trasmissione per dare l’idea di una novità, per cui forse dietro questo abbandono non c’è nulla da tener nascosto.

Il consiglio di amministrazione della Rai ha approvato con sette voti a favore e due astenuti un accordo con Santoro per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dipendente. Tante le ipotesi ventilate, dall’interesse per il canale satellitare dalemiano Redtv o un passaggio al Manifesto.

Peraltro Santoro lascia la Rai con degli accordi assolutamente interessanti, una liquidazione che dovrebbe superare i 2 milioni di euro, pari a tre anni del suo stipendio da direttore. Intanto il direttore di Rai Tre Antonio Di Bella ha messo gli occhi da tempo su Santoro, proprio come aveva spiegato al salotto di Serena Dandini. “Annozero” si concluderà il prossimo 10 giugno.

Oggi, Michele Santoro ha diramato una lettera, che in realtà non è risolutiva in termini dei particolari della questione:

Avrei preferito che solo ad accordo sottoscritto se ne fosse data notizia, anche per concludere serenamente una stagione televisiva caratterizzata da straordinari risultati. Tuttavia prendo atto con soddisfazione delle decisioni che mi riguardano, proposte dal Direttore Generale e assunte di fatto alla unanimità dal Consiglio di Amministrazione della Rai, che mi potranno consentire di sperimentare nuovi formati televisivi. Fornirò nelle prossime settimane la necessaria collaborazione per arrivare rapidamente alla completa definizione in ogni sua parte dell’intesa. A conclusione della stagione, e solo a firma avvenuta, risponderò a tutte le domande sul carattere dell’accordo e sul mio futuro professionale, convinto come sono di aver agito ancora una volta nell’interesse del pubblico.