Angelina Jolie, al suo debutto alla regia, ha ancora problemi per registrare il suo film in Bosnia. Alcuni mesi fa, l’Associazione delle donne vittime di Guerra e il ministro della Cultura della Federazione croato-musulmana, Gavrilo Grahovac, avevano espresso il loro disappunto circa il film della Jolie. Le critiche riguardavano soprattutto la trama.

Infatti, il film s’incentrerebbe su una storia d’amore tra un militare serbo e una donna musulmana durante la guerra del 1992 in Bosnia. A causa di quella guerra, molte donne sono rimaste vittime di atroci violenze da parte dei serbi e una storia in cui il carnefice e la vittima s’innamorano, offende la sensibilità, oltre a essere di cattivo gusto, delle vittime di quella guerra.

Il set comunque era stato allestito e le riprese sono già iniziate in Ungheria. Dopo le prime critiche e i primi tentativi di boicottaggio, Angelina Jolie era comunque riuscita a ottenere il permesso per registrare la seconda parte del suo film ambientato in Bosnia.

L’autorizzazione da parte delle autorità bosniache però non è servita a smorzare le polemiche. Così, a causa delle insistenti critiche da parte delle associazioni delle donne vittime della guerra, l’intera troupe del film ha dovuto rivedere il planning delle registrazioni che originariamente prevedeva dieci giorni di permanenza in Bosnia, che poi si è ridotto ad appena tre giorni.

Attualmente il produttore della pellicola avrebbe espresso il suo desiderio di non spostare il set in Bosnia e di terminare le riprese in Ungheria. In questo modo, la Jolie non registrerebbe il suo film in Bosnia neanche per un giorno.

L’attrice americana, ora neo regista, ha espresso tutto il suo rispetto verso le vittime della guerra e ha dichiarato:

Mi piacerebbe avere l’opportunità di poterle incontrare personalmente per poter chiarire i fraintendimenti che ci sono relativi al mio progetto.

Le buone intenzioni e le gentili parole di Angelina, però, non sembrano aver sortito alcun effetto.