Come inviata speciale delle Nazioni Unite (Unhcr), Angelina Jolie è da sempre molto vicina al tema immigrazione: di recente, infatti, durante un discorso alla BBC circa le questioni della migrazione globale, l’attrice è tornata sull’argomento evidenziando come il sistema per i rifugiati non stia funzionando a dovere.

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La star, infatti, ha sottolineato come il numero di conflitti e degli sfollati sia cresciuto così tanto che il sistema di protezione che gira intorno agli immigrati sta collassando: Angelina ha infatti spiegato come un’immigrazione incontrollata abbia portato alla crescita di una politica di paura, con gli stati che “competono per essere i più duri nella speranza di proteggere se stessi a qualsiasi costo o di fronte a qualsiasi sfida dei propri vicini” andando a trascurare così le proprie responsabilità nella crisi umanitaria.

Un altro tema toccato dall’attrice è stato il referendum del Brexit, ovvero per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea: nonostante il suo discorso sia stato immediatamente criticato dagli euroscettici, secondo la Jolie “dopo così tanti anni di tentativi falliti da parte di governi e leader che hanno cercato di fare le cose giuste siamo arrabbiati, ci sentiamo imbrogliati e confusi. Stiamo iniziando a pensare che magari è semplicemente impossibile fare una differenza che possa durare nel tempo, ma la scelta peggiore che potremmo prendere ora è decidere di fare un passo indietro dal mondo”.

Secondo l’attrice, infatti, sarebbe da ingenui pensare che “possiamo proteggerci selettivamente, da soli, dalle sfide poste in un mondo globalizzato, tenendo alla larga altre persone o paesi. Come per altri problemi globali del 21esimo secolo, una risposta nazionale non coordinata non è la risposta. Un mondo instabile è un mondo pericoloso per tutti. Non c’è una barriera alta abbastanza per proteggere un così grave disordine e disperazione. Se la casa del tuo vicino è in fiamme non sei al sicuro se chiudi le tue porte: l’isolamento non è forza. La frammentazione non è una risposta. La forza risiede nel non essere spaventati, nel lavorare con altri e vivere per i nostri più alti ideali”.

Secondo l’attrice nessuno sarebbe immune nel diventare rifugiato, per questo motivo ciascuno di loro merita “lo stesso rispetto e compassione”.

Durante il suo discorso, l’attrice ha risposto anche a delle domande, una di queste da parte di una giovane ragazza polacca di 12 anni, che si è trasferita in Gran Bretagna con i genitori solamente sei anni fa: la ragazza ha chiesto alla Jolie come fare per migliorare l’integrazione dei giovani migranti. L’attrice, con un sorriso, ha risposto semplicemente “penso che la cosa migliore che potresti fare, specialmente alla tua età, è essere una vera amica, dato che la scuola è dura sia se ti devi integrare o meno. Approcciati a questa persona come vorresti sia fatto con te, se ti trovassi nella stessa situazione: ascolta e fai domande sulla loro cultura, chiedi da dove vengono”.

Il suo appello non poteva non arrivare direttamente ai piani alti delle Nazioni Unite: l’Alto Commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, ha infatti spiegato come l’Unione europea fosse sufficientemente grande e “ricca” per condividere il “fardello” del flusso dell’immigrazione senza creare problemi politici, ma ha fallito nel trovare una soluzione in quanto solo meno dell’1% dei rifugiati è riuscito a sistemarsi.