Angelina Jolie torna dietro alla macchina da presa per la quarta volta (dopo il documentario A Place in Time (2007) e i due film In the Land of Blood and Honey e Unbroken). Questa volta sarà coinvolta non solo nella regia e nella produzione ma anche nella sceneggiatura, adattando il libro di memorie della scrittrice cambogiana Loung Ung “First They Killed My Father: A Daughter of Cambodia Remembers” (in Italia “Il lungo nastro rosso” è edito da Piemme), nel quale la militante dei diritti umani ripercorre gli anni del regime di Pol Pot che tra il 1975 e il 1979 provocò milioni di morti.

Angelina Jolie, Oscar come miglior attrice non protagonista per “Ragazze interrotte” nel 1999, ha dichiarato: «Sono rimasta profondamente colpita dal libro di Loung. È riuscita a farmi comprendere molto meglio la guerra e come i bambini vengono influenzati dalle esperienze provate durante i conflitti. E mi ha aiutato a essere più vicina alla Cambogia, terra d’origine di mio figlio».

Maddox, infatti, il figlio tredicenne dei Brangelina, è nato in Cambogia: rumors affermano che sia coinvolto anche lui nella produzione del film. Il progetto, che sarà realizzato per Netflix, il colosso dei film in streaming, tratterà il sanguinario regime dei Khmer rossi, visto attraverso gli occhi di un bambino.

Ha aggiunto l’attrice, che da poco ha compiuto 40 anni: «È un sogno che diventa realtà adattare questo libro per il grande schermo e io sono davvero onorata di lavorare al fianco di Loung e il regista Rithy Panh»

A contribuire alla produzione del film (che uscirà nelle sale a fine 2016) anche il marito Brad Pitt, impegnato in questo momento nel film “War Machine” (tratto dal bestseller “The Operators” di Michael Hastings) , nelle sale il prossimo anno.

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