Anil Ambani, figlio minore di Dhirubhai Ambani, fondatore della compagnia privata indiana Reliance Industries Limited (che produce prodotti petroliferi, petrolchimici, tessili e vestiario), vuole acquistare gli studios della Metro Goldwin Mayer, storica compagnia privata di cineproduzione americana.

La MGM, nata nel 1924 dalla fusione della Metro Pictures Corporation con la Goldwyn Pictures Corporation e la Louis B. Mayer Pictures, ha cambiato numerosi proprietari nel corso dei suoi 86 anni di storia, tra cui si annoverano anche gli italiani Giancarlo Parretti e Florio Fiorini, che nei primi anni ’90 lanciarono una cordata italiana per acquisire la major californiana grazie all’appoggio della banca francese Crédit Lyonnais. L’impresa riuscì ma durò un solo anno: dopo aver dichiarato fallimento, la major fu ceduta al gruppo transalpino Chargeurs.

L’8 aprile 2005 la MGM fu acquistata da un gruppo di investitori guidato dalla Sony e Comcast Corporation per 4,8 miliardi di biglietti verdi. Nonostante l’entrata della Sony, la casa di “Leo the lion” ha annunciato nel novembre 2009 di voler vendere gli studios hollywoodiani per garantire un futuro alla società, a quanto pare fortemente indebitata. Gli studios della MGM sono stati valutati intorno ai 2 miliardi di dollari.

Tra i numerosi aspiranti acquirenti figura anche Anil Ambani, terzo uomo più ricco dell’India (il primo è il fratello Mukesch) e diciottesimo a livello mondiale, con una ricchezza stimata di circa 20 miliardi di dollari. Ambani vorrebbe ingrandire la divisione Entertainment del gruppo Reliance e fare un regalo alla moglie Tina Munium, una delle attrici di Bollywood più conosciute (soprattutto negli anni ’70 e ’80) che ha smesso di recitare nel 1991, anno in cui ha sposato l’imprenditore indiano.

Ambani ha già investito nella DreamWorks di Steven Spielberg e ora vorrebbe acquisire la MGM, che vanta la più vasta libreria cinematografica del mondo con più di 4100 titoli, 10400 episodi di serie televisive e 208 premi Oscar.