L’anima gemella? Si trova con il metodo scientifico di una rigorosa tabella. Quando ci si sente prossime al più completo pessimismo e si è convinte che l’anima gemella sia solo il frutto della fantasia perversa delle amiche che sostengono di averla trovata, è una lista che può salvare la situazione.

Una lista dell’anima gemella è la soluzione ideale per chi si trova alla frutta, ma anche per chi si illude di essere ancora solo al dessert: basta avere a portata di mano un bloc-notes e una matita e il gioco è fatto. Bisogna suddividere un foglio in quattro colonne, che verranno dedicate a quattro macro-ambiti riguardanti gli uomini interessanti o comunque le peculiarità che dovrebbe avere l’uomo giusto.

La prima colonna sarà dedicata alla personalità che deve avere un uomo per catturare l’attenzione: si tratta di inserire gli aggettivi percepiti come fondamentali. Per esempio, si desidera un tipo spiritoso, in grado di sdrammatizzare anche le situazioni peggiori? Oppure si predilige un tipo serio, di quelli che affrontano la vita di petto, senza concessioni all’umorismo? O ancora, si cerca un provetto organizzatore, cui affidarsi per la risoluzione dei problemi quotidiani?

In questa categoria vanno inseriti dieci aggettivi ascrivibili alle prerogative fondamentali per trovare interessante un uomo: poi si procederà a una cernita, eliminando via via gli aggettivi corrispondenti alle caratteristiche meno importanti, fino a lasciarne tre-quattro, cioè le prerogative in assenza delle quali un uomo non potrà mai sperare di rimediare qualcosa in più di un bel due di picche.  

La seconda colonna verterà invece sulla sensibilità sociale dell’anima gemella. Per esempio, se si adora passare le serate in giro per locali, gli aggettivi di riferimento saranno festaiolo, mondano, animatore e via dicendo. Viceversa, qualora si stia cercando qualcuno con cui mettere su famiglia, si inseriranno aggettivi come accudente, disciplinato, amorevole, rassicurante e così via.

Si rivela importante domandarsi se piace o meno l’uomo sportivo, interrogandosi sulla propria capacità di tollerare un compagno che si alza ogni domenica alle cinque per la maratonina dei laghetti e che rientra all’ora di pranzo facendosi annunciare da una pozza di sudore e da un discreto fetore. Anche in questo caso, procedere con dieci aggettivi che verranno poi spuntati fino a lasciarne pochi indicanti prerogative imprescindibili.

La terza colonna avrà per oggetto la capacità relazionale dell’uomo ideale, quindi gli aggettivi di riferimento saranno questi: autoritario, emotivo, accogliente, bisognoso, affettuoso, pragmatico. Attenzione a non sottovalutare questa colonna, poiché incide direttamente sulla vita a due: un tizio abituato a comandare vorrà affermare il predominio anzitutto sulla compagna, e se non si tollera la vita da caserma, meglio avere le idee chiare. Un compagno emotivo ha i suoi pregi, ma anche i difetti: si potrebbe tollerare un uomo che alla vista di un ragno scappa urlando?

La quarta colonna concerne la compatibilità spirituale, ultima ma non certo per importanza. Gli aggettivi utili per chiarirsi le idee? Praticante, osservante, agnostico e così via. Innamorarsi perdutamente di qualcuno e poi prendersi a scazzottate la sera di Natale perché lui non vuole seguire la messa di mezzanotte, potrebbe essere davvero avvilente: donna avvisata, mezza salvata.