La famosa e potente direttrice di Vogue Anna Wintour, tanto celebre che a lei si ispirò il personaggio interpretato da Meryl Streep ne “Il diavolo veste Prada”, e la supermodella russa Natalia Vodianova hanno recentemente partecipato a un forum di discussione dal titolo “Health Matters, Weight, and Wellness in the Fashion Industry” (Problematiche di salute, peso e benessere nell’industria della moda), oggetto anche di un articolo pubblicato sulla rivista di moda più famosa del mondo.

L’incontro è stato promosso e ospitato dall’Harris Center, un istituto dell’ospedale del Massachusetts specializzato in trattamenti e prevenzione dei disordini alimentari. Ve ne parliamo perché, in tutta franchezza, si rimane molto perplessi di fronte a questo tipo di iniziative, specie quando coinvolgono nomi e volti noti che, in realtà, finiscono per rappresentare il contrario di ciò che a parole sostengono. Ma andiamo con ordine.

Oggetto del dibattito, le sfide che l’industria della moda ha dovuto affrontare in questi ultimi anni per tutelare la salute delle modelle, tenendo conto che la moda recente ha visto arrivare alle passerelle ragazzine giovanissime, con forme tutt’altro che da donna, il che certamente contribuisce in negativo rispetto all’obiettivo di un fashion system più sano.

La supermodella russa ha vuotato il sacco, raccontando di essersi resa conto di essere affetta da problemi alimentari:

Dopo la nascita di mio figlio ho perso molto peso, e solo molto più tardi mi sono resa conto che, anche sotto la pressione dell’industria della moda, avevo un disordine alimentare.

Certo è apprezzabile che abbia voluto condividere con il pubblico questo doloroso periodo della sua vita, ma qual è il messaggio che rischia di far passare una dichiarazione di questo tipo? Che vi sono disturbi alimentari nel mondo della moda? E a quali conseguenze portano certi disordini? A nulla: la Vodianova è, e resta, una delle modelle più in voga del momento.

Anche Anna Wintour ha fornito un suo contributo, attraverso un’analisi di quel dorato mondo che nessuna conosce come lei:

La mia sensazione è che la moda sta andando versa la celebrazione di differenti tipi di corpi, ma non è solo un’intuizione: tutti noi, a Vogue, abbiamo questo obiettivo.

Data questa dichiarazione, vi è da chiedersi come mai, aprendo la rivista, si vedano solo taglie 38-40 su corpi di almeno un metro e settanta.

Il dubbio è che certe cose vengano dette più per fare scena che per reale convinzione: che ne pensate?