Annamaria Franzoni è stata accusata dell’omicidio del figlio Samuele e dal 2008 si trova in carcere, ma non si arrende e continua a lottare per cercare la sua verità. In questo periodo di detenzione, l’unica volta che le è stato concesso il permesso per uscire è stato in occasione dei funerali del suocero.

Ora non vuole affatto rinunciare alla possibilità di richiedere dei permessi temporanei per stare con il figlio e il marito. Questa richiesta è stata già inoltrata in estate, ma il tribunale di sorveglianza l’ha respinta e i legali della Franzoni hanno avanzato un reclamo.

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L’esame del ricorso è avvenuto, ma si sono evidenziate due differenti tesi: per la difesa prima di ottenere un permesso premio basta aver scontato un quarto della pena, mentre per il magistrato di sorveglianza occorre averne scontata la metà.

Purtroppo per la Franzoni, ha avuto meglio la seconda delle opzioni: secondo quanto impongono i regolamenti carcerari, i permessi premio in caso di omicidio volontario sono possibili solo dopo aver scontato il 50% della pena. La protagonista del delitto di Cogne, perciò, rimarrà dietro le sbarre.

Dal carcere, Annamaria Franzoni parrebbe non demordere, ribadendo la volontà di voler riabbracciare la sua famiglia al più presto.

Fonte:Repubblica, BolognaToday