Il 24 marzo, a Los Angeles, Anne Hathaway e il marito Adam Shulman hanno allargato la loro famiglia: è nato, infatti, il primo figlio della coppia, a cui è stato dato il nome di Jonathan Rosebanks Shulman. Un nome normale per due personaggi di Hollywood che hanno improntato la loro vita sulla sobrietà.

Una fonte vicina ai due ha dichiarato a E! Online: “Il bambino è in salute ed è circondato da amici e parenti. Anne e Adam sono felicissimi di essere diventati genitori”. Era il 2013, d’altronde, dopo un anno di matrimonio, quando la giovane attrice, oggi 33enne, ha rilasciato un’intervista a “Vogue” in cui aveva confessato il suo enorme desiderio di maternità.

Così, quando a novembre si era mostrata all’arrivo all’aeroporto di Los Angeles con un leggero segno della sua gravidanza, nonostante il suo tentativo di coprirlo con una giacca, la stampa era impazzita.

Poi a gennaio di quest’anno, ha confermato la notizia con uno scatto su Instagram, in cui mostrava con orgoglio la pancia in un bikini rosso acceso, che le è valso più di 400mila like. Aveva scritto: “Felice 2016 ai miei bellissimi Instafriends! Insomma, la pubblicazione di una foto in bikini è un po’ lontana da quel che è il mio carattere, ma proprio ora che sono in spiaggia ho notato che mi stavano paparazzando. Immagino che se questo tipo di foto debba essere pubblicata, dovrebbe almeno essere un’immagine che mi rende felice (e anche fatta con il mio consenso. E con un filtro:) )”.

L’arrivo del bambino è stato poi celebrato il 5 marzo con un baby shower e tra gli ospiti era stata avvistata Camila Alves McConaughey (la modella e attrice brasiliana sposata con Matthew McConaughey, che di bambini ne ha avuti addirittura tre).

Insomma, momento felice per Anne Hathaway, che dopo il matrimonio è riuscita a coronare il sogno di diventare mamma. A stare alla sue dichiarazioni, però, non si fermerà qui visto che al Telegraph, nel 2014, ha detto “Vorrei avere molti bambini, ora che me lo posso permettere, non solo finanziariamente, ma anche in termini di tempo, perché è necessario fare in modo che ognuno di loro si senta speciale “. A quando il prossimo?