Ieri sera l’ospite più atteso del talk-show “Annozero” era Gianfranco Fini, il leader di Futuro e Libertà, che naturalmente ha colto l’occasione per parlare anche del suo ex alleato e ora poco velato rivale, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Tra le tematiche toccate nel corso dell’intervista concessa al programma di Michele Santoro, Fini ha toccato inoltre l’argomento della crisi libica:

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“Nei confronti di Gheddafi c’è stato certamente un eccesso di accondiscendenza. Siamo arrivati anche a forme abbastanza ridicole come il bacio che Berlusconi ha ostentatamente fatto all’anello di Gheddafi. […] Dopo qualche titubanza iniziale, onestà vuole che si dica che il governo si è allineato alla posizione dell’UE, giustamente molto netta, perché è in corso un massacro. […] Come ha detto il ministro Frattini, la posizione del governo italiano è tesa a far sì che l’Unione europea sia cosciente che l’eventuale ondata biblica di migrazioni non può essere soltanto gestita dall’Italia, da Malta e da Cipro.”

Dopo questa frecciatine, Gianfranco Fini non ha risparmiato altre parole ironiche nei confronti del premier:

“Eletto dal popolo non significa unto dal Signore“.

Riguardo a una possibilità di sue dimissioni, invocate dal Pdl in seguito alle polemiche per la casa di Montecarlo ceduta al cognato Giancarlo Tulliani, Fini ha affermato:

“Credo di poter dire senza presunzione che Berlusconi è presidente del Consiglio anche per quei voti che il mio personale impegno, la mia faccia, ha portato a quella lista. Nello stesso momento in cui si rompe quel patto (e quel patto checché ne dica lo ha rotto Berlusconi quando mi ha messo alla porta) io sono pronto a dimettermi da presidente della Camera. Lo farò nello stesso momento in cui Berlusconi si dimette da presidente del Consiglio.”

Per quanto riguarda invece l’ultimo scandalo uscito nel mondo politico, quello sulla presunta compravendita di parlamentari da parte del Pdl, Fini ha invece dichiarato:

“Quando ho parlato di potere mediatico-finanziario non alludevo alla compravendita di parlamentari: se ci fosse la prova, la denuncerei. Il potere mediatico è nelle campagne di intimidazione che vengono condotte nei confronti di chi si oppone frontalmente a quelli che sono i voleri del presidente del Consiglio.”