Michele Santoro, in apertura di Annozero ieri, non si è potuto esimere dal controbattere il premier Silvio Berlusconi, che aveva dichiarato in conferenza stampa come la trasmissione di Santoro avesse avuto un grosso ruolo nella vittoria delle sinistre nelle ultime consultazioni amministrative.

Santoro ha invece risposto a Berlusconi che si tratta di una questione di credibilità: riferendosi agli interventi del premier multati da Agcom per TG1, TG2, TG4, TG5 e Studio Aperto, il giornalista ha commentato che se neppure quelli sono bastati a far vincere le coalizioni filogovernative, è perché i telegiornali non sono stati presi in considerazione dal pubblico votante.

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Inoltre, Santoro, il quale ha anche ospitato Adriano Celentano per parlare del referendum del 12 e 13 giugno, ha preso un po’ in giro Berlusconi facendogli notare che, dato che il premier aveva visto Annozero in cassetta, forse avrebbe dovuto aggiornarsi sulle nuove tecnologie. Una stoccata senza pari a colui che, oltre a essere il Presidente del Consiglio, è soprattutto il re della TV privata in Italia.

Santoro ha così chiosato nell’editoriale d’apertura di Annozero:

“Caro Presidente, non le sembra di esagerare quando dice che ha perso le elezioni per colpa di Annozero? Lei che legge tanto Erasmo da Rotterdam, le consiglio di leggere anche Camillo Benso di Cavour che diceva che l’unico limite alla libertà di stampa è la credibilità del giornalista. Se bastano pochi minuti di un servizio di Annozero contro le edizioni del TG1, TG2, TG4, TG5, Studio Aperto, allora vuol dire che sono poco credibili. È come dire che le vignette di Vauro sono delle bombe atomiche e gli editoriali di Minzolini è una fetecchia. Forse la TV che lei ha costruito in questi anni è un castello di sabbia che non regge la concorrenza. E allora per difenderlo che si fa? Si chiude Annozero, Ballarò, la Dandini? E poi bisognerà chiudere anche l’Ultima Parola perché finirà per essere da Brigate Rosse.”