La settimana prossima Annozero non andrà in onda: Michele Santoro è infatti stato sospeso, come un calciatore dopo un brutto fallo, per 10 giorni con effetto a partire da lunedì 18 ottobre. Salterà quindi la puntata prevista per il 21 ottobre ed è in forse pure quella del 28, visto che Santoro avrebbe soltanto un giorno per prepararla.

La sanzione è dovuta al celebrevaffa” pronunciato da Santoro durante il suo monologo d’apertura nella prima puntata della nuova edizione di Annozero, andata in onda lo scorso 23 settembre, e comporterà anche una sospensione del suo stipendio per il periodo di stop. Sarà interessante vedere cosa avrà da dire Santoro questo giovedì, quando Annozero andrà regolarmente in onda.

Queste le motivazioni del provvedimento riportate dal Direttore Generale Rai Mauro Masi in un comunicato:

Il provvedimento disciplinare adottato nei confronti di Michele Santoro non può essere in alcun modo considerato riconducibile a iniziative editoriali tendenti a limitare la libertà di espressione o il diritto di critica. Santoro si è reso responsabile di due violazioni disciplinari ben precise: l’uso del mezzo televisivo a fini personali e un attacco diretto e gratuitamente offensivo al Direttore Generale. […] Non esistono dipendenti più uguali degli altri o zone franche all’interno delle quali sia possibile garantirsi il diritto all’impunità, tanto più quando si arriva a insultare il Capoazienda in diretta televisiva con una modalità di contenuti ed espressioni che crea un caso che non ha precedenti al mondo.

In un periodo in cui si discute molto sull’atteggiamento morboso nei confronti dei fatti di cronaca nera da parte di diversi programmi di informazione, compresi quelli Rai, e su un’informazione dei TG che rivolge uno spazio sbilanciato verso il Governo a discapito dell’opposizione, è interessante notare come l’unico provvedimento preso sia stato nei confronti di Michele Santoro. Voi comunque cosa ne pensate: la decisione della dirigenza Rai può essere considerata una forma di censura?

Di seguito vi riproponiamo il monologo di Santoro con tanto di “vaffa…”