Molto impegnato con la giustizia quest’oggi il presentatore Michele Santoro, per delle questioni che ineriscono il suo talk show d’approfondimento Annozero. La prima è un’ottima notizia per lui: Annozero ha vinto il ricorso contro la Rai, che aveva contestato il giudizio di secondo grado per cui Santoro era riuscito ad andare in onda in primetime senza il volere della Rai.

L’8 giugno, comunque, la questione approderà in Cassazione e ci potrebbe essere il capitolo conclusivo si questa storia stancante: sembra quasi una guerra tra Santoro e il direttore della Rai Mauro Masi, che al momento sta risultando decisamente sconfitto.

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Intanto, Santoro querela il quotidiano Libero per aver diffuso il suo numero di telefono. La scelta del direttore Maurizio Belpietro sarebbe stata motivata dal fatto che in uno dei servizi di Annozero, quello dedicato al Rubygate, si sarebbero intravisti i numeri di cellulare del premier Silvio Berlusconi. Una sorta di contrappasso che Santoro, per ovvi motivi, non ha gradito.

Santoro ha vissuto due giorni d’inferno: il suo numero squillava in continuazione, chiamato da persone che lo offendevano e lo minacciavano. Così il giornalista ha chiesto alla testata, a indennizzo del disagio e del fastidio di richiedere una nuova utenza, 150 mila euro di risarcimento danni. L’avvenimento è stato naturalmente stigmatizzato da Libero, che ha parlato di “lesa maestà“, ironizzando sull’atteggiamento di Santoro per aver richiesto l’ammontare di sei anni di uno stipendio d’operaio per tutelare un suo diritto alla privacy.