Il Consiglio di Amministrazione della Rai dice di no ad Annozero e Michele Santoro. Probabilmente, si chiude così la lunga discussione che ha tenuto banco nelle ultime settimane, sul destino televisivo di Santoro. Eppure ci sono altri nodi da sciogliere: se si è certi della buonuscita, non si sa invece cosa comporteranno le collaborazioni esterne di Santoro, e soprattutto se potranno essere disponibili per il pubblico il prossimo autunno.

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La discussione è stata in ogni caso piuttosto accesa, dato che l’argomento era spinoso. Il più battagliero è stato il consigliere di area IDV Leoluca Orlando:

“È gravissima la decisione di non inserire nei palinsesti autunnali una trasmissione campione di ascolti come Annozero, ed è incomprensibile la posizione del presidente Paolo Garimberti, che deve spiegare agli otto milioni di cittadini che seguivano Santoro, e che pagano il canone, perché si è comportato come Ponzio Pilato, astenendosi e non battendosi per trattenerlo nell’azienda pubblica.”

Orlando annuncia una class action, motivando la questione con le ultime intercettazioni telefoniche che collegherebbero il mancato rinnovo di Annozero alle vicende della P4. Anche altri consiglieri del CDA annunciano una battaglia legale, basata sul fatto che, a loro avviso, la competenza per la risoluzione del contratto con Santoro fosse del CdA e non del direttore generale Lorenza Lei.

Paolo Garimberti ha commentato che si è trattata di una libera transazione, aggiungendo però come la partita non è da considerarsi completamente chiusa:

“Michele Santoro ha scelto di chiudere il suo rapporto con la Rai, fatto di vincoli e aggravi giudiziari, quando ha chiesto all’azienda di trovare un accordo per l’esodo. È stato un modo per fare chiarezza su un rapporto assai travagliato. Ora Rai e conduttore sono liberi da vincoli e si può valutare serenamente se Santoro può fare un programma per il servizio pubblico. Le porte sono aperte e non c’è bisogno di provocazioni e demagogie da un euro. Santoro, a cui non si può non riconoscere un oggettivo valore televisivo, faccia le sue proposte al direttore generale che, se le riterrà valide e interessanti, le porterà al CdA. Che a sua volta sceglierà liberamente.”