L’annullamento del matrimonio è una pratica sempre più richiesta e spesso viene respinta dalla Chiesta o dalle attività giudiziarie, in quanto si ritiene che si richieda per evitare gli oneri del divorzio, come l’assegno di mantenimento.

MOTIVI PER CUI PROCEDERE ALL’ANNULLAMENTO DEL MATRIMONIO IN CHIESA

Per la Chiesa, i motivi sono per cui richiedere l’annullamento sono diversi; si può essere sciolti dal vincolo religioso, ma non da quello civile:

  • mancanza di consenso da parte di uno dei coniugi;
  • la violenza fisica, accaduta o soltanto il timore che possa accadere;
  • l’impotenza verso il rapporto sessuale dell’uomo o della donna (impedisce la procreazione);
  • non volontà di conseguire le finalità del voto: la fedeltà e l’impegno verso i figli.

MOTIVI DELL’ANNULLAMENTO

La legge prevede l’annullamento del matrimonio nei seguenti casi:

  • matrimonio tra minori senza l’autorizzazione del Tribunale;
  • se uno dei coniugi è già stato sposato;
  • se c’è un vincolo di parentela;
  • se c’è una condanna per omicidio o tentato omicidio del coniuge;
  • se un partner è stato dichiarato interdetto per infermità di mente
  • se un partner è infermo di mente il giorno delle nozze, seppur la sentenza sia stata pronunciata in un periodo successivo;
  • se un partner non è capace di intendere e di volere.

SI PUO’ RICHIEDERE QUANDO

  • non si ha convissuto per più di 1 anno e il partner, infermo, ha ripreso le sue facoltà;
  • se il consenso alle nozze è stato ottenuto con violenza fisica o morale o tramite intimidazioni;
  • se, al momento del matrimonio, erano concordi nel non adempiere ai doveri coniugali;
  • la convivenza non supera i 12 mesi

EFFETTI DELL’ANNULLAMENTO

Una volta accertata la causa e se il tribunale considera l’unione nulla, i due partner possono considerarsi non più coniugati. L’annullamento differisce dal divrozio in quanto in quest’ultimo casi si parla di ex moglie/ex marito e vi sono questioni legali da considerare. Nell’annullamento, la moglie riacquista il suo cognome da nubile e i due ex coniugi perdono qualunque diritto alla successione ereditaria e anche alla pensione di reversibilità.

A cura di Jessica Di Giacomo

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