L’anoressia e la bulimia sono dei fenomeni reali, che non interessano solo le adolescenti, ma anche le donne. Le cause possono essere molteplici, sebbene si dia spesso la colpa a modelli errati diffusi dai media e dalla moda, che propongono fisici a dir poco irraggiungibili per molte. Perché non tutte possono essere magre e belle come la moda vorrebbe, ma la maggior parte delle donne potrebbe volersi vedere bene e qui entra in gioco la figura dei dietologo: solo con una dieta creata su misura da un dietologo si può raggiungere in maniera sana e senza grosse rinunce e si evita di ricascare in brutte abitudini alimentari, riprendendo il peso perduto e molto altro.

L’anoressia, la bulimia e i disturbi alimentari sono connessi con il cibo, ma hanno anche a che vedere con lo stress e con il bisogno di essere sempre all’altezza di quello che la società propone. Chi finisce per abbracciare un disturbo alimentare lo fa perché vuole trovare una strada facile per perdere peso, laddove hanno fallito diete e attività fisica. Ma la dieta, così come l’attività fisica, non sono cose che si possono improvvisare, ci vuole molto impegno personale per non fallire. Qui entra in scena il dietologo, cui si devono comunicare anche tutti i cibi preferiti, quando ci si vede per la prima seduta, in modo che sia il medico a valutare come inserirli secondo quantità e giorni, nella dieta per il cliente.

Da qui la valenza sociale di una dieta e del lavoro del dietologo. Chi soffre di anoressia e bulimia non sta bene con il suo corpo, non si vuole bene e quindi si fa del male in questo modo: è in fin dei conti una forma di autolesionismo e si cerca di colpire la sola cosa della quale si può mantenere il controllo, ossia l’assunzione di cibo. Si comincia credendo di poterne uscire e prima o poi tutto sfugge dalle mani, come si trattasse di una droga.

Ma quello che non si dice sui disturbi alimentari è che bisogna creare dei presupposti per arginare il fenomeno. Quello che troppo spesso non si dice è che in fondo mangiare bene e mangiare sano è bello, che il cibo è uno dei pochi piaceri della vita e privarsene non ha molto senso. Invece, la dieta funge anche da autocontrollo e solitamente ha la funzione di esaltare il cibo, non di mortificarlo: sono previste determinate quantità di cibo e non di più. La si dovrebbe vedere come una piccola sfida per poi vincere sfide ben più grandi.