Sono due disordini alimentari molto seri, la cui provenienza di natura psicologica e nervosa è un chiaro sintomo di malessere emotivo. Si è sempre parlato di queste due problematiche legandole al mondo dell’adolescenza e principalmente delle donne; ma da una ricerca recente si è venuti a conoscenza di un dato allarmante: molti i bambini che dimostrano già a 10 anni tutti i sintomi.

Una vera problematica che, per la prima volta, si focalizza sul mondo della preadolescenza, dichiarandosi apertamente. La conferma di questa patologia tra i giovanissimi arriva anche da Alberto Ugazio, presidente della Società italiana di pediatria (Sip): l’anno scorso oltre il 20% delle bambine e il 15% dei bambini ha mostrato sintomi allarmanti.

Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al ministro della Gioventù Giorgia Meloni, ha cercato di fare il punto sul lavoro affrontato fino a ora per sensibilizzare, informare e contrastare queste due malattie.

Il vero problema nasce in famiglia dove, riconoscere i sintomi, è diventato complesso. Nonostante i campanelli d’allarme siano molto forti, è l’età stessa a dimostrare poco interesse nei confronti del cibo perché condizionata da troppe attività. Solitamente però un eccessivo calo di peso, in un momento in cui la fase di crescita è protagonista, dovrebbe insospettire la famiglia e gli amici. Molto spesso le cause che conducono alla malattia sono da ricercare nel malessere che può provocare la mancanza dell’affetto di un genitore, la separazione del nucleo familiare, i divorzi, le violenze e i litigi tra genitori o la morte di uno dei due. Complici di questo disturbo alimentare anche i media, che forniscono modelli di riferimento sbagliati e competitivi.

Tutte situazioni difficili da gestire da un bambino così piccolo, che non ha ancore ben sviluppato il senso critico e che tende impropriamente a colpevolizzarsi.