L’anoressia è una malattia molto difficile da definire e diagnosticare. Può essere conseguenza di altre patologie, ma può anche essere classificata come malattia nervosa: l’anoressia nervosa inizia a manifestarsi con la mancanza di appetito e il rifiuto di mangiare e può sfociare nel dimagrimento che, se persiste, può condurre a problemi ben più seri.

L’anoressia, pertanto, può essere definita una malattia psicosomatica: il disturbo del comportamento alimentare, infatti, ha sintomi sia di natura psicologica che fisica.

Tra i sintomi psicologici dell’anoressia compare innanzitutto il desiderio di dimagrire e la negazione della fame, problemi entrambi legati a una distorta immagine del proprio corpo. L’anoressica, nel 90% dei casi, è una ragazza in età preadolescenziale o adolescenziale che intende raggiungere il peso e la forma perfetti del proprio corpo.

Tuttavia il disagio psicologico è molto più complesso e non si riduce solo alla volontà di apparire magre e belle. Solitamente, una ragazza anoressica è profondamente insoddisfatta di se stessa. Si sente mediocre, inadeguata alle situazoini, inferiore a tutti: in altre parole, una persona anoressica perde completamente l’autostima.

Per questo motivo, chi soffre di anoressia si rivolge solo ed esclusivamente a quella parte di sé che può controllare e che può sottoporre a una rigida disciplina: il proprio corpo. È più o meno con queste dinamiche psicologiche (che, tuttavia, non sono le sole, sono molti i fattori che possono intervenire nello sviluppo di una malattia simile) che la persona anoressica inizia a rifiutare il cibo.

Ci troviamo, da questo momento in poi, di fronte a una serie di sintomi fisici più o meno evidenti: il primo e inequivocabile è una consistente perdita di peso. Si comincia a parlare di anoressia quando la persona interessata ha perso più del 25% del proprio peso.

Altri sintomi importanti devono far scattare l’allarme: ad esempio l’amenorrea, vale a dire l’interruzione del ciclo mestruale, l’ipotermia e l’iperattività. Spesso le persone anoressiche cercano di dimagrire attraverso sotterfugi difficili da smascherare, come il vomito autoindotto o l’uso di lassativi e diuretici.

Il peso del corpo assume un’influenza preponderante sull’autostima della persona. Colei che soffre di anoressia non solo manifesta mancanza di stima e perdita di fiducia verso se stessa, ma non si sente neppure sicura di sé: cerca continuamente conferme negli altri; per accettarsi, deve sentirsi accettata dagli altri. Talvolta trova uno sfogo in chi si sente come lei e Internet e i siti pro-ana possono completare un quadro psicologico già fragile.

Le persone anoressiche spesso indossano una maschera e danno l’apparenza di non avere alcun problema, dissimulando la malattia e sminuendone il peso. È chiaro che si tratta di un modo distorto di leggere la realtà esterna: ma è in questo modo che l’anoressica si svuota piano piano, fino ad annullarsi del tutto. Il rischio è che fingendo, perdendo autostima e peso, una ragazza anoressica possa annullarsi nel peggiore dei modi, impedendo che la malattia possa essere curata.