È tra le patologie attualmente più frequenti, ma, al contrario di molte altre, è di natura psicologica, anche se può risultare altrettanto dannosa perché ci impedisce di vivere una vita normale. Sto parlando dell’ansia, spesso unita al panico, la malattia del momento, legata agli stili di vita del XX secolo, che sempre più spesso colpisce soprattutto le donne. Il Ministero della salute a proposito ha dato la notizia di una conferenza che l’Alpa, l’associazione liberi dal panico e dall’ansia, ha tenuto a Bergamo la settimana scorsa. L’argomento trattato è legato in particolar modo al panico, a quella sensazione di mancanza di respiro e tachicardia che da a chi ne soffre l’impressione di soffocare, o peggio di morire, togliendo la capacità di ragionare. Non a caso, infatti, lo slogan che l’associazione ha scelto per pubblicizzare questa iniziativa:

Attacchi di panico, non vivere mai senza vita

Gli esperti spiegano infatti che generalmente il panico è scaturito dalla paura di disastri interni imminenti, quali attacco di cuore, colpo o malattia mentale che portano il soggetto a perdere completamente l’autocontrollo. L’anomalia sta nell’assenza di cause esterne che li determinano. Si cerca infatti nell’ambiente circostante l’elemento scatenante, quando in realtà a determinarlo sono soltanto una serie di paure e pensieri negativi del tutto inconsci che si manifestano insieme e nel momento più inaspettato. Il malessere poi crese in maniera notevole in pochi istanti perché l’immaginazione, spingendosi oltre, lascia che il soggetto anticipi nella sua mente l’idea di stare male convincendosene sempre di più.

Come affrontarli quindi? L’Alpa promuove la tecnica dell’auto-mutuo aiuto, sostenuta dall’OMS, Organizzazione mondiale della sanità. Si tratta di terapie di gruppo, in cui si incontrano persone ovviamente accomunate dalle stesse esigenze, che mettendo a nudo i loro problemi e ascoltando contemporaneamente quelli degli altri sono protagonisti e spettatori nello stesso tempo della situazione, e possono analizzare e conoscere il disagio da tutti i punti di vista per riuscire a superarlo più facilmente. Molto spesso infatti, il problema legato agli attacchi di ansia e panico porta con sé la difficoltà di farsi capire da chi sta intorno. Si è quindi condizionati dai pregiudizi di chi, forse per mancanza di sensibilità o più semplicemente per poca informazione, non riesce a comprendere un tale disagio generato solo dalla mente.