È una nuova tecnica. Anzi, è un’evoluzione della psicoterapia tradizionale che si svolge sul lettino, nello studio dello specialista. Da oggi i pazienti possono chiedere consigli via SMS e ricevere assistenza anche la notte, per non sentirsi soli nel loro disagio.

Gianmarco Manfrida, autore del libro “Gli SMS in psicoterapia”, spiega che ci sono diversi pazienti che, al momento, si mantengono in contatto con il loro psicoterapeuti via cellulare. Per condividere stati d’ansia improvvisi o solitudini, ma non solo.

Secondo Manfrida, i vantaggi di avere lo psicologo a portata di tasca sono diversi. Oltre a fornire rapidità e sintesi, gli SMS possono essere fondamentali gridi di aiuto nei casi estremi, in cui un paziente, che altrimenti sarebbe solo e dovrebbe aspettare il giorno della consulenza, potrebbe voler commettere un gesto eclatante.

L’autore racconta anche che a usufruire di più di questo servizio sono maggiormente donne, e che gli invii più frequenti si verificano di notte e nel weekend; l’obiettivo, tuttavia, rimane sempre quello terapeutico, e l’utilizzo degli SMS deve essere esente dal creare dipendenza, infatti Manfredi spiega:

Il terapeuta deve valutare la richiesta del paziente e rispondere sostenendo la linea terapeutica portata avanti nei colloqui. Usa gli SMS in genere chi ha disturbi della personalità, o di area nevrotica, ma c’è anche una parte di psicotici. Fornire il numero di casa, anziché del cellulare, è molto più invasivo.