In Italia si fa sempre più spesso abuso di antibiotici. Ad affermarlo è una recente indagine condotta nei paesi dell’Unione Europea. Quando i pazienti sono bambini, il discorso si fa ancora più delicato, infatti i rischi ai quali si va incontro non sono pochi.

Attualmente è in atto una campagna promossa dal Ministero della Salute che riguarda proprio l’uso corretto degli antibiotici in età infantile, mirata a informare i genitori sulle modalità più corrette per somministrare questa tipologia di farmaci ai piccoli.

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La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps), insieme all’Istituto Superiore di Sanità e all’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), si sta infatti muovendo per spingere mamme e papà verso un uso più consapevole degli antibiotici, spesso utilizzati in caso di semplici raffreddori o malattie che potrebbero essere curate in altro modo.

”L’uso indiscriminato di antibiotici conduce allo sviluppo del fenomeno dell’antibioticoresistenza, vale a dire che, ogni qualvolta viene utilizzato un farmaco antibiotico, può accadere che si selezionino dei batteri resistenti al farmaco stesso. Ciò provoca, molto spesso, una probabile ricaduta dell’infezione nel bambino, questa volta più difficile da trattare, perché i batteri sono diventati resistenti all’attacco dell’antibiotico”.

Questo è quanto ha affermato Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps, che insieme a un team di esperti ha stilato alcune regole fondamentali per un corretto uso degli antibiotici sui bimbi senza correre rischi.

Il primo consiglio è quello di consultare sempre il pediatra prima di decidere autonomamente di ricorrere agli antibiotici, inutili se il bambino ha un semplice raffreddore e anche in altri casi di malessere. La terapia antibiotica, inoltre, non è necessaria in presenza di muco giallo o verde: questo è quindi un luogo comune smentito categoricamente dai pediatri, che consigliano invece lavaggi nasali e altri rimedi non farmacologici per liberare le vie aeree.

Se il medico ritiene indispensabile la somministrazione dell’antibiotico, è importante che questo venga dato al bimbo per tutta la durata della terapia, che non deve essere interrotta a discrezione dei genitori. Se questo avviene, infatti, i batteri responsabili dell’infezione potrebbero non essere totalmente debellati.

Una volta ultimata la cura, eventuali residui di antibiotico nel flacone devono essere gettati via e non riutilizzati in futuro, comportamento che potrebbe anche aggravare le condizioni di salute del bambino.