Gli antidepressivi in gravidanza sono nocivi o meno? Secondo alcuni studi i rischi per il feto nelle donne che fanno uso di questi farmaci sarebbero molto alti, ma anche interromperli bruscamente potrebbe avere delle ripercussioni. Cerchiamo di capire qualcosa in più su questo argomento.

Un recente studio dell’Università di Rotterdam, pubblicato su Archives of General Psychiatry mette in luce rischi e benefici nella scelta da parte delle donne di continuare o meno ad assumere antidepressivi, tenendo presente che le future mamme che si trovano in questa situazione sono circa il 6 per cento. Le ricerche non hanno provato in maniera incontrovertibile che l’assunzione dei farmaci provoca dei danni al feto: su un campione di 7.696 donne gravide, tra cui 570 con problemi di depressione non curati, e 99 a cui erano stati prescritti antidepressivi, si è osservato che tra le prime il bambino nell’utero prendeva peso più lentamente del normale e anche la testa cresceva meno.

Nelle seconde invece, non si ravvisavano notevoli differenze nello sviluppo corporeo, ma solo al livello di crescita della testa che al momento della nascita risultava di circa 5 millimetri inferiore alla norma. Inoltre l’uso di antidepressivi può portare anche a un parto prematuro con una casistica del 10 per cento rispetto al 6 per cento tra le donne non in cura e al 5 per cento tra quelle non sofferenti di depressione.

Anche se è dimostrato che i farmaci antidepressivi riescono a penetrare attraverso la placenta, gli studiosi non possono ancora dimostrare con sicurezza che questo avrà ripercussioni sulla salute mentale o fisica del nascituro. La materia è quindi ancora molto controversa e l’unico consiglio che gli esperti rivolgono alle future mamme è di consultarsi con il proprio medico psichiatra da cui sono in cura per cercare di capire se proseguire con la terapia farmacologica o meno ed essere seguite passo dopo passo durante tutta la gestazione, e anche durante il puerperio che è uno dei momenti più delicati sia per la donna che per il neonato.

Ogni caso infatti presenta delle sue peculiarità, e possono presentarsi delle situazioni in cui il corretto trattamento del disturbo depressivo nella mamma può avere effetti positivi sul feto che invece con l’interruzione improvvisa potrebbe essere sottoposto a danni maggiori.

L’unica speranza di districare una volta per tutte la complicata matassa che riguarda l’argomento, risiede nella ricerca scientifica e negli studi approfonditi sulla casistica a oggi registrata. Nell’attesa non resta che affidarsi all’esperienza dei medici curanti sperando un giorno di sconfiggere questo male che purtroppo colpisce sempre più persone.