Il televoto, ormai da anni lo strumento che i programmi TV usano per far sentire i telespettatori parte integrante del programma, è diventato il capo di accusa per Rai e Mediaset da parte dell’Antitrust.

Le autorità hanno chiesto alle due società di eliminare utenze business dal televoto. Secondo alcuni rilevamenti effettuati dall’Antitrust, il voto dei telespettatori potrebbe essere falsato da un numero elevato di telefonate provenienti da operatori commerciali specializzati nel settore.

In poche parole, il “pubblico sovrano” sarebbe spodestato dalla produzione dei vari programmi attraverso mezzi illeciti. In questo modo, si avrebbe sempre l’ultima parola su qualsiasi scelta: a partire dal vincitore del Grande Fratello fino ad arrivare al controllo dell’intero Festival di Sanremo.

Tali accuse diventano gravissime se si pensa che la stragrande maggioranza delle trasmissioni televisive si basa quasi interamente del televoto. A questo proposito, il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà ha inviato una lettera formale a Rai e a Mediaset a seguito di moltissime segnalazioni da parte dei consumatori:

Ci aspettiamo che le due società si adeguino alle nostre indicazioni perché altrimenti saremmo costretti ad aprire due procedure sanzionatorie. Il meccanismo del televoto deve essere trasparente: il voto degli spettatori che seguono una trasmissione invogliati anche dall’idea di potere contare nella scelta di un candidato non può essere falsato, nemmeno potenzialmente, dai voti che arrivano dai call center.

La soluzione è quindi quella di riconoscere e scartare tutti i voti ricevuti da un’utenza commerciale, promuovere le trasmissioni che faranno uso di questo filtro e sanzionare chi non rispetta il nuovo regolamento.