Durante la conferenza stampa relativa al programma “La Prova del Cuoco“, Antonella Clerici si è trovata a fronteggiare una serie di giornalisti che chiedevano il suo parere sulla proposta di valutare il compenso dei presentatori in base allo share ottenuto.

La proposta partiva da Tiberio Timperi, il quale aveva chiesto al Ministro Renato Brunetta di usare lo share come parametro valutativo del lavoro dei presentatori:

Sul tema dei compensi e della loro trasparenza suggerirei al ministro Brunetta di tenere in considerazione anche il rapporto con lo share. Mi piacerebbe davvero che una parte del contratto venisse agganciata agli indici di ascolto: bisogna far riferimento allo share, non a quanta pubblicità si porta a casa.

Antonella Clerici si è sentita offesa, visto le ultime critiche relative al suo cachet, e non ha perso occasione per ribadire che il suo contratto non è il più alto della Rai:

Se i contratti dei conduttori fossero legati allo share che portano a casa sarei multimilionaria. Il mio contratto è lo stesso di due anni fa. Non è assolutamente vero che sia il più alto della Rai. Sono in linea con i compensi di tutti gli altri conduttori che prendono più o meno lo stesso, in funzione, naturalmente, del numero delle puntate. Non ho mai capito, quindi, perché se la sono presa proprio con me. Nessun contratto è mai diventato pubblico, solo il mio è uscito e proprio nell’anno in cui ho dato di più alla Rai. Mi sento un capro espiatorio.

Antonellina pensa che queste critiche siano solo uno strumento per minare la sua credibilità come presentatrice. Inoltre, ritiene che l’opinione pubblica e i colleghi si stiano accanendo solo contro di lei, nonostante in Rai ci siano molti altri presentatori a cui chiedere di rendere pubblici contratti e compensi.

Sul suo ritorno alla “Prova del Cuoco“, la Clerici si limita a dire che avrebbe potuto effettuare scelte più semplici, ma il lavoro non le fa paura e vuole dimostrare di avere ancora grinta da vendere:

Faccio questo lavoro con amore e proprio per questo le polemiche mi colpiscono il doppio. Piuttosto che fare “La prova del cuoco” avrei potuto fare altre duemila cose lavorando meno e guadagnando la stessa cifra. E invece l’ho voluto fare per chiudere un cerchio e per dare un messaggio a favore delle mamme che quando tornano sul posto di lavoro non trovano più il loro lavoro.