Fino all’anno scorso era “soltanto” uno chef pluristellato, tutto dedito al suo fiabesco ristorante sul Lago d’Orta, la celebre Villa Crespi, e alla sua famiglia, composta dalla moglie Cinzia e dai loro bambini Elisa (7 anni) e Andrea (18 mesi). Nel giro di un anno però Antonino Cannvacciuolo è diventato anche una star del piccolo schermo. Tutto merito di Cucine da incubo, versione italiana del britannico  Ramsay’s Kitchen Nightmares, condotto Oltremanica dal celebre chef Gordon Ramsay. Missione del programma è quella di salvare dal fallimento locali e ristoranti attraverso l’intervento e i consigli dello chef-conduttore. Il gigante buono della ristorazione italiana Antonino Cannavacciuolo racconta, in un’intervista a Leonardo.it, la sua nuova avventura tra le cucine più disastrose dello Stivale. Cucine da incubo 2 partirà oggi, 7 maggio, alle 21,00 su FoxLife (canale 114 di Sky) e durerà dieci puntate.

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Allora questa sera si riparte con la seconda edizione di Cucine da incubo. Siamo curiosi di rivederla in azione!

Sono curioso pure io, perché l’anno scorso quando è uscita la prima edizione non sentivo niente nell’aria… L’adrenalina era tra quei pochi che mi conoscevano. Il programma era nuovo e nessuno conosceva Cannavacciuolo. Oggi invece c’è un fermento attorno pazzesco: tutti mi telefonano, le radio mi chiamano. Incrociamo le dita e speriamo bene!

Il claim di Cucine da incubo quest’anno annuncia “Il supereroe della cucina è tornato”. Lei si sente un po’ un supereroe?

Dico la verità: io per lavoro incontro centinaia di persone e ho visto che in tanti hanno ascoltato davvero i consigli che ho dato in trasmissione. Mi sto rendendo conto che ho dato dei messaggi sani. Io all’inizio ho accettato questa cosa come “un gioco”, ma oggi mi rendo conto che non è più un gioco, perché ci sono dei messaggi mirati che possono cambiare le sorti di qualche persona, e non solo di quelli che hanno partecipato a Cucine da incubo. Quindi i messaggi di Cucine da incubo stanno arrivando davvero nei ristoranti di famiglia. È una cosa bellissima.

Ma che superpoteri servono in cucina?

Più che superpoteri la cosa è una: questo è un lavoro che devi amare e sentire tuo. Farlo seriamente vuol dire iniziare la mattina e finire la notte, vuol dire lavorare tutte le feste e togliere spazio ai figli e alla famiglia. Io dico sempre a ‘sti ragazzi: “Fatelo bene e fatelo con amore. Questo è un lavoro che o si ama o si odia. E se lo ami ti pesa meno lo stress. Se pensi che sia facile è una cosa che poi ti distrugge. 

Da quest’anno sul sito del programma ci saranno anche le strisce a fumetti che raccontano le puntate: che effetto le fa vedersi in queste vesti?

Dico la verità: non so nulla. Sapevo solo che dovevano fare il fumetto, ma ultimamente non ho proprio avuto un attimo di tempo…

Lei ha un supereroe preferito?

Da ragazzino leggevo quelli di zio Paperone e poi collezionavo i Dylan dog. Facevamo a gara ogni settimana per andare a comprarli e adesso ho visto pure che valgono una cifra.

Ma si aspettava di diventare un personaggio mediatico così amato dal pubblico?

Ti dico la verità: no, perché questo non è il mio lavoro. E infatti ancora adesso sto coi piedi per terra e cerco di dare una pacca a tutti. Ma è proprio nel mio carattere aiutare sempre gli altri. Far dispiacere una persona per me è veramente dura. Io sono così sempre, non solo in tv. Io sono felice quando gli altri stanno bene.

Allora ci dica cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova stagione di Cucine da incubo.

L’aspetto emotivo sarà molto forte. Ci saranno molte uscite per fare gruppo e io cercherò di fare da paciere. I locali di quest’anno hanno una marcia in più e il lavoro di restyling sarà ancora più bello. Lo scenografo è un vero creativo e ha avuto un giorno in più a disposizione rispetto all’anno scorso, che non è poco…  Ha tirato fuori dei gioielli dal nulla. Ci saranno momenti molto emozionanti per i proprietari.

Ma sappiamo che anche a lei è scesa qualche lacrimuccia…

Sì, anch’io mi sono emozionato. Di fronte a certi abbracci e lacrime anche questo omone barbuto si emoziona. Sono umano anch’io!