È uno dei due idoli di un’intera generazione di trentenni pugliesi, ma è riuscito, grazie al cinema, alla televisione nazionale e a YouTube a farsi conoscere al di fuori della Puglia. Si tratta di Antonio Stornaiolo che, con Emilio Solfrizzi e l’autore Gennaro Nunziante, nei primi anni ’90 aveva dato vita al duo comico Toti & Tata. Paradossalmente è la caratteristica più ricordata del suo lavoro.

Paradossalmente perché, come attore, Stornaiolo non ha certo perso tempo a girarsi i pollici: ha partecipato a molte fiction e lungometraggi, interpretando personaggi differenti, soprattutto dalla miriade di caratteri che affollavano programmi come “Teledurazzo” oppure “Il polpo”. Ma Stornaiolo non è solo un attore, si è dimostrato anche in gamba con le belle lettere, tanto che dal 2001 scrive per “La gazzetta del Mezzogiorno” una rubrica domenicale molto ironica, “17esimo parallelo”.

Presente, come ogni anno, al “Mercatino del Gusto” di Maglie nella sezione “Tirar tardi”, in cui conduce un talk show accompagnato da buona musica e coktail, si è fatto intervistare da noi di oneTiVu.

La fiction che ha girato quest’anno, “Una musica silenziosa“, in onda prossimamente su Rai 1, sembra avere una storia particolare. Anche se di fiction ne ha girate tante. Che esperienza è stata?

La storia è quella di un conservatorio del Sud dove regna il malaffare. Io sono il preside corrotto e colluso con la mafia, quindi ancora una volta faccio il ruolo del cattivo, davanti alla macchina da presa sono questo, mentre nella vita sono tutt’altro.

Si direbbe che lei è un buono infatti, perché l’immagine di Stornaiolo che emerge è assolutamente positiva, tra show televisivi, spettacoli teatrali e articoli di giornale. Tanto che il fenomeno Toti & Tata ha rotto i confini regionali, anche grazie a YouTube, e i fan sono diventati nazionali: Mauro Marin al Grande Fratello di quest’anno ha imitato il personaggio di Teledurazzo Mino Pausa, interpretato dall’amico Solfrizzi. Toti & Tata hanno propagandato un modello pugliese nel resto d’Italia, cos’è accaduto?

Il pugliese prima di noi era una sorta di spalla comica, al quale facevi fare di tutto, mentre il capocomico era solitamente napoletano, dal vernacolo alla drammaturgia. Oggi, il barese rappresenta il modello del cafoncello o, quanto meno, del cafoncello che dice le cose come stanno. Il barese bada poco alle apparenze e molto ai fatti.

In qualche testo come Toti & Tata, ha dimostrato grande autoironia. In una delle vostre canzoni, la pecora nera di una famiglia di delinquenti aveva studiato lettere e filosofia, proprio come lei. Quanto conta l’autoironia nel comico?

I testi di quella canzone sono di Gennaro Nunziante, il terzo Toti & Tata, un autore straordinario e lungimirante. Basti pensare che oggi Luca Medici (alias Checco Zalone, ndr), del quale Gennaro è anche regista, sta sdoganando in tutto il mondo la pugliesità, mentre Gennaro ha fatto tutto questo vent’anni fa e questo mi inorgoglisce.

Quanto conta avere una preparazione, una cultura in televisione?

Ormai la cultura non conta in TV, ma è anche vero che si vive anche senza la TV. Faccio questo da trent’anni senza ansie, ma a volte vedo delegare tutto alla televisione, come se lo scopo ultimo fosse finire in TV, mentre per me è esattamente il contrario. Il mio scopo è il quotidiano, fare quello che faccio e farlo bene. Si vive troppo quest’ansia di qualificazione televisiva e invece non è così. Io ne sono la prova, sebbene Toti & Tata fossero un prodotto squisitamente televisivo, la creatività può essere esercitata anche in altri lavori, conosco un sacco di persone che lo fanno, la questione è differente solo dal punto di vista economico.

In teatro, lei e Emilio Solfrizzi siete tornati insieme in “Tutti pazzi per l’italiano”. Vi rivedremo insieme, un giorno, con le vostre vecchie battute di Toti & Tata, un po’ come successe a Cochi & Renato per “Nebbia in Valpadana”?

Forse sì. Ora stiamo facendo questo tour estivo, ci mancano un po’ di serate. Anche se qui non c’entrano Toti & Tata, si tratta del classico comico – spalla. Mi sono divertito da matti. Lo so che tutti vorrebbero rivederci in TV, ma torneremo solo quando e se avremo qualcosa da dire.

In basso due spezzoni: un capodanno barese dove Solfrizzi e Stornaiolo interpretano due personaggi di Toti & Tata con Checco Zalone, e un simpatico sketch, anima dello show Teledurazzo.