La salute dei bambini deve essere sempre controllata, anche nel sonno. In età pediatrica cresce sempre più l’incidenza della OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), vale a dire la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno.

Due bambini su cento sembrano soffrirne. E la cosa non può che destare preoccupazione, dato che una simile sindrome può compromettere seriamente la salute dei bambini.

L’uomo ha bisogno di ossigeno, che arriva al cervello grazie alla complessa e formidabile meccanica dell’apparato respiratorio. Di notte, per la posizione assunta dal corpo dormiente, vi è una normale riduzione delle vie aeree. Se, però, le vie aeree sono ostruite o ridotte per malformazioni congenite dell’apparato, sarà molto più difficoltoso inspirare e ossigenare il cervello.

Le conseguenze notturne possono essere una riduzione del flusso di aria o l’apnea, cioè il completo arrestarsi del flusso d’aria per alcuni secondi. In alcune persone al russamento può associarsi l’apnea, campanello d’allarme per la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno.

Le conseguenze da svegli, invece, sono altre: irritabilità, sonnolenza, incapacità di memorizzare, colpi di sonno più o meno frequenti. La OSAS può comparire in qualunque momento della vita dell’uomo, ma se compare in età pediatrica i rischi per il QI possono essere davvero grandi.

Il bambino che soffre di OSAS può apparire iperattivo e, come già detto, irritabile. Difficilmente riesce a memorizzare, manifesta ansia immotivata e, ultimo ma non meno importante, il suo quoziente intellettivo può subire importanti modificazioni.

I genitori dovrebbero prestare attenzione ai comportamenti notturni dei loro figli: se faticano ad addormentarsi, russano, sono agitati nel sonno e assumono posizioni strane per respirare con più facilità, allora potrebbe essere il caso di rivolgersi al medico.

Fonte: Asca