Il lavoro ideale è quello che fa star bene, fa sentire meno la fatica dopo una giornata intensa e, soprattutto, è quello che rende più motivati nello svolgimento di ogni singola mansione. Se si parla dei lavori che permettono di viaggiare in continuazione, di non avere una fissa dimora, è facile pensare a coloro che hanno uno spirito libero e non hanno legami, persone disposte ad aprire la mente verso nuove culture e, in generale, a crescere sotto l’aspetto umano e professionale.

Innanzitutto, tra i lavori ideali per chi ama viaggiare si possono annoverare i mestieri simbolo del viaggio, vale a dire il pilota e l’assistente di volo. Se il primo ha una responsabilità maggiore perché nelle sue mani vengono affidate centinaia di vite umane, il secondo ha il dovere di rendere il viaggio di quella stessa gente il più gradevole possibile. Passando all’altro simbolo del viaggio per eccellenza, ovvero la nave da crociera molto in voga negli ultimi anni, i lavori da poter fare sono tra i più disparati; si spazia dal croupier al cantante, dall’animatore all’addetto alla reception, dal cameriere allo chef.

Ovviamente per poter entrare nelle grandi compagnie da crociera, non ci si può improvvisare ma si deve passare una selezione e un corso di preparazione a seconda del lavoro al quale si è destinati. Altro lavoro inerente i viaggi è il referente per i tour operator nei villaggi o strutture in generale. Il compito è quello di accogliere il turista, sia singolo che gruppi, e cercare di pianificare ogni singola giornata in accordo con il villaggio e con le attrazioni turistiche dei luoghi circostanti.

I corrieri sono l’altro lavoro che permette di avere sempre la valigia pronta; la comunicazione per una consegna, anche fuori dall’Italia, può arrivare all’improvviso e bisogna essere disposti a lasciare tutto e prendere il primo volo disponibile. Se all’università si è fatto un percorso di un certo tipo, come ad esempio la facoltà di scienze politiche, si potrebbe tentare la carriera del diplomatico. In questo modo si può lavorare presso le ambasciate e i consolati all’estero, perlopiù con la mansione di assicurare la sicurezza e fornire il proprio sostegno ai cittadini in difficoltà.

Per concludere, se la propria formazione universitaria è stata di stampo linguistico si può intraprendere la strada dell’interprete, anche presso le grandi organizzazioni internazionali quali l’Onu o la Nato; oppure ci si può orientare verso il lavoro di insegnante madrelingua presso scuole estere e, in questo caso, è richiesto un’eccellente conoscenza dell’italiano e dell’inglese.

Fonte: Careerbuilder