Durante l’ultimo Salone del libro, a Torino, è sorta spontanea, quasi come un passaparola tra editori e intellettuali, poi si è propagata in Rete e ora sta diventando una cosa seria: la proposta di fare Margherita Hack senatrice a vita della Repubblica.

L’idea è di Paolo Flores d’Arcais, che durante un incontro proprio con la celebre astrofisica fiorentina ha criticato le voci su una possibile candidatura agli scranni di palazzo Madama di Gianni Letta, l’amico e consigliere di lungo corso di Silvio Berlusconi e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, opponendo la candidatura proprio della Hack.

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Poche, semplici righe invitano tutti a firmare l’appello sul sito internet al Presidente Giorgio Napolitano:

“Caro Presidente, la prego di considerare il nome di Margherita Hack per la nomina a senatore a vita dati i suoi altissimi meriti nell’ambito dell’impegno scientifico e civile.”

Le firme sono già quasi ventimila, a dimostrazione di come la proposta poggi su un terreno solido, perché la donna è probabilmente l’unica scienziata italiana avvicinabile, per stima generale e celebrità, alla grande Rita Levi Montalcini.

Dall’alto dei suoi 89 anni, e con il basso profilo che la contraddistingue, la Hack si schermisce e ha già confidato di pensare di non meritarlo:

“È un onore, ma non credo di meritarlo, non ho scoperto nulla. Fanno piacere la stima e l’affetto della gente.”

Nata a Firenze nel 1922, laureata in fisica con una tesi in astrofica nel 1945, Margherita Hack è stata professore ordinario di astronomia all’università di Trieste fino al 1992, ha diretto l’Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987. Eletta alla Camera nel 2006 nella lista dei Comunisti italiani, rinunciò al seggio per continuare a dedicarsi all’attività scientifica. È autrice di numerosi libri di divulgazione scientifica di grande successo, ma la sua seconda passione è l’impegno civile. Sul tema dei tagli alla scuola e alla ricerca si è scagliata pesantemente contro l’attuale governo, partecipando, come non aveva mai fatto prima, a trasmissioni televisive e a manifestazioni di piazza.