Tecnologia e {#coppia}: due mondi che sembrano andare sempre più a braccetto, tanto che da diverso tempo esistono le più svariate applicazioni per iPhone e Android per trovare l’anima gemella. Non si tratta del solito corteggiamento in Rete, con sessioni di interminabili chat, bensì di un mezzo ben più immediato: si estrae il melafonino dalla borsetta, si verifica quali single siano disponibili nella propria zona e ci si lancia in un incontro lampo dal vivo. Ma ne vale davvero la pena?

La strada del corteggiamento “fast” via iPhone è stata aperta da Grindr, nota app a stampo dichiaratamente omosessuale di cui è da poco giunta la versione etero, Blendr. Il software è un piccolo concentrato di utile, e per certi versi inquietante, tecnologia: tramite una connessione 3G e la geolocalizzazione GPS attiva, si scopre quali siano gli uomini disponibili nel proprio raggio d’azione, con un margine d’errore di pochissimi metri. Così si può decidere se vedersi per un caffè, se darsi appuntamento al vicino supermercato o, ancora, se andare dritte al sodo e concedersi un momento di fugace {#sesso}.

Ed è proprio il sesso il punto a sfavore di questi sistemi, in un ottica di corteggiamento e ricerca. Questi ritrovati da taschino, infatti, sembrano essere utilizzati quasi esclusivamente per trovare sesso immediato e senza fronzoli, “no strings attached”, così come direbbero gli anglosassoni. Non che vi sia nulla di male nel lanciarsi nell’erotismo occasionale, purché si prendano le dovute precauzioni, ma forse si perde quell’aura misteriosa ed eccitante dello scoprirsi con la parola, di bramare il partner anche dal punto di vista più pruriginoso dopo tanti giorni di frequentazione e sapiente attesa. Non vi è quel progressivo “coltivare” la voglia di vedersi, così come può avvenire su una chat classica, vi è la concretizzazione di un rapporto sessuale che rischia di diventare addirittura meccanico. Un ottimo metodo per chi volesse concedersi del divertimento senza troppe remore, un sistema inadatto per chi volesse andare più in profondità con una nuova fiamma. Certo, le eccezioni non mancano: quante coppie durature, in fondo, sono nate proprio da un incontro occasionale?

Infine, simili applicazioni per smartphone espongono non poco al rischio di perdere parte della propria privacy. Non solo perché si rende disponibile la propria posizione ad altri, quindi ci si espone al rischio di incontrare qualche stalker, ma anche perché si potrebbe scoprire come l’uomo dalle avance grottesche a cui si è dato il due di picche virtuale la sera prima lavori nel negozio sotto casa. In definitiva, la tecnologia non è mai positiva o negativa, ha sempre una valenza neutra. Ma l’uso che se ne fa potrebbe davvero fare la differenza.

Fonte: SheKnows