Di primo acchito, la notizia dell’apertura di una banca per sole donne in Iran potrebbe far pensare all’inizio di un lungo, e complesso, cammino di emancipazione in questa nazione fortemente discriminatoria nei confronti del gentil sesso.

Leggendo, però, la vicenda riportata da Reuters, ci si deve ricredere: l’unico motivo per cui è stata aperta un’istituzione “women-only” è evitare che le donne entrino in contatto con uomini estranei, così come insegnano i precetti religiosi. Nelle culture integraliste islamiche, infatti, è d’uso che la donna possa interagire solamente con uomini della stessa famiglia, o comunque collegati a loro da qualche vincolo di parentela.

Bank Melli, questo l’istituto promotore dell’iniziativa, ha deciso così di allinearsi ai dettami della Sharia, l’interpretazione legale della religione islamica imposta nel paese nel 1979. In realtà, il divieto di mescolamento dei sessi non si applicherebbe in tutte le attività quotidiane, quali appunto lo shopping o l’accesso ai servizi. Si tratterebbe, di conseguenza, di un ulteriore inasprimento delle regole discriminatorie del paese.

La segregazione, come sempre cita Reuters, non si avvertirebbe soltanto sul versante finanziario. Le donne, infatti, hanno posti riservati sugli autobus, così da non entrare mai in contatto con gli uomini, e il rifiuto di indossare abiti che mascherino il capo può comportare, nella migliore delle ipotesi, sanzioni fino a 1.500 euro.