Non potranno ancora guidare, ma almeno potranno votare e farsi eleggere. È questo infatti il diritto conquistato dalle donne saudite grazie a una legge emanata da re Abdullah.

La storica decisione è stata presa in accordo con le principali autorità religiose per cercare di arginare la protesta ingaggiata da un gruppo di intellettuali sauditi, i quali avevano minacciato di boicottare le imminenti elezioni se il voto non fosse stato aperto alle donne.

Galleria di immagini: Donne saudite

Le elezioni amministrative di giovedì prossimo, anche per evidenti problematiche organizzative, non sono però incluse nella riforma, e di fatto il primo voto femminile sarà solamente fra quattro anni. Meglio di niente, come si evince dalle parole della Vice Presidente del Senato Emma Bonino, da sempre attiva per i diritti delle donne nel mondo:

«Una notizia estremamente importante, anche perché il sovrano ha sottolineato di aver ascoltato i consiglieri religiosi. Si apre uno spazio che le donne sapranno usare al meglio»

Le donne in Arabia Saudita sono ancora totalmente dipendenti dai loro parenti maschi e dai loro mariti. Non possono guidare, lavorare in luoghi promiscui, uscire di casa o viaggiare senza il consenso del proprio tutore di sesso maschile, e fino a oggi non potevano votare né ovviamente essere votate.

Secondo Emma Bonino, la concessione del voto al gentil sesso non rende ancora l’Arabia Saudita uno Stato democratico, ma è fondamentale in quanto permette di aprire nuovi spiragli di libertà.

La vice presidente della Camera ha anche sottolineato l’importanza che i social network hanno avuto nella conquista di un diritto tanto essenziale quanto apparentemente irraggiungibile nei regimi come quello wahabita di re Abdullah. Anche in questo caso infatti, come già abbiamo potuto vedere per le rivolte dei paesi del nord Africa, i cittadini si sono ritrovati su Twitter o Facebook, mettendo in piedi una protesta altrimenti impossibile.

Fonte: Adnkronos