L’arancino di riso non è un piatto ma una filosofia. Se siete mai stati in Sicilia sapete di cosa si sta parlando. Si tratta di un piatto gustoso, anche se un po’ pesante, nonostante la presenza del riso, che solitamente invece è molto leggero: è la frittura che appesantisce un po’, ma la spesa vale l’impresa.

Quello che non tutti sanno è che gli arancini si possono preparare in casa con delle semplici accortezze. Sono un piatto ideale per l’estate: si preparano magari la mattina e si consumano freddi o forse riscaldati al microonde (anche se questo li rende un po’ stantii), non necessariamente in giornata. Ma attenzione a non metteteli in frigo: lasciateli in un luogo fresco e asciutto, magari coperti da un coperchio con i buchi, giusto per evitare l’attrazione da parte degli insetti.

Cos’è l’arancino? Al di là del fascino che questa “filosofia dell’arancino” possiede, è una palla o un cono si riso che viene panato e fritto: l’aspetto è molto simile a quello di un’arancia, che dà appunto il nome al piatto. Dalla Sicilia si è diffuso in tutto il Sud Italia, generando naturalmente innumerevoli varianti, soprattutto relative al contenuto del ripieno.

Anche in Sicilia esistono delle differenze: a Palermo si usa lo zafferano, per cui l’interno dell’arancino sarà giallo, ma a Catania lo zafferano non viene utilizzato. Tra i ripieni più diffusi ci sono ragù di carne, ragù di rigaglie di pollo, mozzarella, provola o pecorino. Per quanto riguarda il riso, il migliore di tutti è l’originario per questi usi: ha i grani più piccoli e inoltre riesce a mantenersi compatto quando viene appallottolato per la panatura. In alternativa si possono usare tipi di riso sempre piccoli e collosi. E ricordate di non lavare il riso dall’amido, è quello che aiuta la collosità.

Qualcuno opta per salamini nel ripieno insieme al formaggio: da preferire la mortadella, quella che si compra tutta d’un pezzo nel banco frigo, ma anche se trovate la punta del prosciutto e la tagliate a pezzetti non troppo grossi, il risultato sarà assolutamente buono. Anche le verdure possono essere l’ideale: potete preparare degli arancini con i capperi, le olive, i piselli o con ripieno di spinaci. Se siete nella zona del napoletano, potete anche prepararli con le alghe.

Come abbiamo accennato, gli arancini sono un po’ pesanti, quindi è preferibile non mangiarli tutto il giorno: le fritture reiterate sono la morte per il vostro fegato, per non parlare dei trigliceridi. Sono però l’ideale una volta a settimana o in occasione di una festa d’estate con gli amici, proprio per via del fatto che non devono essere serviti necessariamente caldi, anche se così sono più buoni e friabili.

Si tratta di una questione anche dietetica: i grassi contenuti anche in un ripieno decisamente ricco sono calorici e in più la frittura fa aumentare le calorie di base. Usate un olio di semi, magari di girasole, per ottenere una frittura, almeno più leggera per palato e stomaco.