Pannelli solari e aree con vincolo paesaggistico non sono affatto incompatibili. È possibile, quindi, mettere sul tetto della casa impianti fotovoltaici, a condizione che il pannello solare sia integrato nel tetto dell’abitazione. Questo secondo una sentenza del Tar del Veneto, n.48/25 gennaio 2012.

IL CASO. Ai proprietari di una villetta viene rifiutata dal Tar Veneto l’autorizzazione necessaria per installare l’impianto, perché l’abitazione è posta in un’area protetta da vincolo paesaggistico. Un rifiuto non giustificato perché il modulo fotovoltaico è ”integrato nella falda del tetto”. Anche la Soprintendenza, interpellata, rifiuta il consenso e allora i due proprietari decidono di ricorrere al Tribunale amministrativo, che invece disapprova il diniego della Soprintendenza e accoglie il ricorso, appunto perché il modulo è in regola con le norme in vigore.

La motivazione della sentenza è chiara: ”la presenza dei pannelli fotovoltaici appoggiati sul tetto di una qualsiasi abitazione, e formanti corpo con esso, è insignificante in un siffatto contesto, tanto più considerata l’ampia ed acquisita presenza sul territorio regionale di impianti simili, di contenute analoghe dimensioni, tali da essere ormai divenuti un elemento architettonico sostanzialmente insignificante”.

Secondo il Tar, quindi, gli impianti fotovoltaici integrati non alterano il paesaggio né dal punto di vista ambientale né sotto il profilo architettonico. Per cui chi possiede una casa in un’area protetta da vincolo paesaggistico-ambientale, può ”legalmente” usare i pannelli solari non solo per ridurre i consumi elettrici della sua abitazione, ma anche per contribuire alla salubrità di un ambiente che costituisce un patrimonio di notevole valore storico-architettonico, che non va assolutamente deturpato. Sempre nel rispetto delle regole.