Italiani e irlandesi stakanovisti, forse per necessità. Una ricerca internazionale di lastminute.com ha stabilito che il 75% degli italiani in vacanza non stacca mai con l’ufficio, neppure sotto l’ombrellone, così come gli abitanti dell’isola verde. Superiamo tutti, spagnoli (66%), norvegesi (63%) e danesi (58%). I francesi poi non parliamone: almeno la metà di loro si gode la vacanza spegnendo il cellulare.

Leggendo questa classifica è difficile non pensare alla crisi come fattore scatenante di questa impressionante incapacità di staccare il cordone ombelicale con l’ufficio: sono infatti i due Paesi più indebitati, colpiti dalla crisi, ma ancora in grado di sollevarsi da soli ed evitare il default, a rappresentare la cima dei lavoratori indefessi. Per greci e portoghesi, evidentemente, le cose non stanno più così.

Non deve stupire, quindi, che di converso siano i tedeschi – dal basso del loro 40% – quelli a vivere le vacanze senza ansie mediamente più degli altri: chi ha un’economia che tira non ha bisogno di restare aggiornato su acquisti/vendite o lavori da ultimare. Nel sondaggio emerge che in Italia a essere i meno propensi a staccare dall’ambiente di lavoro sono gli uomini (77%) rispetto alle donne (72%), mentre sono i 25-35enni (84%) coloro che sentono di più il legame con l’ufficio anche durante le vacanze: anche in questo caso il sospetto è che il precariato sia una buona ragione per non smettere mai di pensare al proprio lavoro, se non altro perché si spera che una volta tornati sia ancora lì ad aspettarti.

Dalle risposte del sondaggio, in realtà, la paura di essere licenziati non sembra essere una forte motivazione, riguarda soltanto il 10%, mentre la ragione principale per gli italiani è che in ufficio «c’è sempre molto da fare» e non si desidera che il lavoro si accumuli (37%), seguita dal fatto di essere sempre molto «impegnati in lavori che vanno sbrigati in prima persona» (32%) e dal «senso di responsabilità» che porta a rendersi sempre reperibili, anche durante le ferie (28%). In altre parole, mentono.

Un altro record degli italiani, questo davvero negativo per la buona riuscita delle vacanze, è la percentuale di chi si dice disposto a essere disturbato dal capo durante le ferie. Perché si può star certi che se si dà questa opportunità si verrà certamente contattati, dicendo addio alla tranquillità. Le tecnologie, infatti, ci hanno reso praticamente sempre alla mercè del lavoro: uno smarphone è una piccola scrivania viaggiante. Tant’è che molti stabilimenti si sono attrezzati con ombrelloni a pannelli solari e wi-fi.

Non sarebbe male a questo punto una legge italiana ispirata a quella brasiliana, per cui tutta questa mole di lavoro fuori dall’ufficio corrisponde a straordinari.

Francesca Benati, amministratore delegato lastminute.com Italia e Spagna, ha così commentato il sondaggio:

«Sono molti gli italiani che scelgono di coniugare le vacanze con il lavoro. Sicuramente dietro a questo trend un peso significativo ha la tecnologia, che oggi permette di essere costantemente reperibili anche a grandi distanze. Sebbene sia importante far fronte ai doveri professionali, bisogna non dimenticarsi di dare il giusto valore alla vacanza, che prima di tutto è godere appieno del meritato relax e ricaricarsi per affrontare il rientro con la giusta dose di energie.»

Fonte: Ansa